Nel pomeriggio di venerdì 30 maggio 2025, un grave episodio si è verificato all’interno del celebre Museo dei Guerrieri e Cavalli di Terracotta, nella città cinese di Xi’an. Un uomo ha superato le protezioni del sito archeologico danneggiando due statue millenarie, parte dell’imponente Esercito di Terracotta risalente all’epoca dell’imperatore Qin Shi Huang. L’episodio ha generato un forte clamore mediatico e ha riaperto la questione sulla sicurezza dei siti culturali, in particolare quelli riconosciuti come patrimonio mondiale dall’UNESCO.

La dinamica dell’incidente
L’atto vandalico si è consumato nel pomeriggio (intorno alle 17:30) nella Fossa n. 3 del museo situato nel distretto di Lintong, Xi’an, nella provincia dello Shaanxi. Secondo quanto riferito dalle autorità e dalle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, un uomo di circa 30 anni ha scavalcato le recinzioni e le reti di protezione, saltando da un’altezza di oltre cinque metri direttamente nell’area espositiva. L’individuo ha iniziato a spingere e tirare alcune statue causando il danneggiamento di almeno due guerrieri in terracotta, risalenti a oltre 2000 anni fa.
L’uomo, identificato in seguito come Sun, cittadino cinese, è stato subito bloccato e preso in custodia dalla polizia. Le autorità locali, attraverso l’Ufficio di pubblica sicurezza di Xi’an, hanno successivamente dichiarato che l’uomo soffre di disturbi mentali. Le indagini sono ancora in corso e il museo ha mantenuto la regolare apertura al pubblico nonostante l’accaduto.

Le implicazioni legali
Il gesto dell’uomo potrebbe costargli molto caro: in base alla legislazione cinese, il danneggiamento intenzionale di beni culturali è considerato un crimine grave ed è punibile con una pena detentiva fino a dieci anni. Inoltre, il responsabile potrebbe essere tenuto a sostenere le ingenti spese di restauro, che in casi come questo possono ammontare a decine, o addirittura centinaia, di milioni di yuan. Le autorità cinesi hanno già avviato le valutazioni necessarie per stimare l’entità del danno e determinare gli interventi di recupero.
Le due statue danneggiate, realizzate intorno al 209 a.C., fanno parte dell’Esercito di Terracotta. Ogni figura è unica e scolpita con minuziosi dettagli, il che rende ogni perdita irreparabile. Le statue si trovano all’interno di tre grandi fosse, ma si stima che circa 6.000 reperti restino ancora sepolti.

L’Esercito di Terracotta
Il sito archeologico di Xi’an custodisce uno dei complessi funerari più estesi e affascinanti della storia cinese. Il mausoleo di Qin Shi Huang si estende per 49 chilometri quadrati e comprende circa 8.000 statue di guerrieri e cavalli in terracotta, realizzate per proteggere l’imperatore nell’aldilà. L’area fu scoperta casualmente nel 1974 da un contadino, Yang Zhifa, e il valore storico e simbolico dell’opera è stato riconosciuto dall’UNESCO. Nel dichiararlo Patrimonio dell’Umanità, è stato sottolineato che: “Essendo la tomba del primo imperatore che unificò il paese, è la più grande della storia cinese, con uno standard e una disposizione unici e un gran numero di oggetti funerari di grande pregio”.
Ogni giorno migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo accedono al sito attraverso percorsi guidati. La zona più profonda e delicata, la Fossa n. 3, dove è avvenuto l’incidente, è una delle più importanti per gli archeologi in quanto ospita numerosi reperti in condizioni originali.



