Arte e restauro, seconda tappa a Villa Borghese per LAVINIA

Il progetto d'arte ideato da Ghella nato per dialogare con il restauro della Loggia dei Vini a Villa Borghese apre la seconda fase con nuove opere site-specific

È stata presentata questa mattina, lunedì 26 maggio, la seconda fase di LAVINIA, progetto ideato e prodotto da GHELLA, nato per dialogare con il restauro della Loggia dei Vini a Villa Borghese che inaugura il suo secondo appuntamento con nuove opere site-specific della designer Johanna Grawunder e dell’artista Daniel Knorr.

«LAVINIA incontra il visitatore in un momento di distrazione, quando la nostra testa non è preparata ad accogliere questo tipo di esperienza», ha dichiarato il curatore Salvatore Lacagnina. Per questo motivo descrivo LAVINIA come una passeggiata, anche perché inizia a tutti gli effetti con una passeggiata». Le opere site-specific della designer Johanna Grawunder e dell’artista Daniel Knorr entrano nello spazio della Loggia e si aggiungono così a quelle presentate al pubblico capitolino nella fase di avvio del progetto: i lavori di Gianni PolitiMonika SosnowskaPiero Golia, Enzo CucchiRoss Birrell & David Harding

Il progetto –  realizzato da Ghella e promosso da Roma CapitaleAssessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura – deve il nome a Lavinia Fontana, tra le prime artiste riconosciute dalla storia dell’arte e presente nella collezione di Galleria Borghese. Dopo gli interventi sulla volta interna, l’affresco centrale e i pilastri del padiglione, in questa seconda fase sono stati ripristinati i muri, l’intonaco e la copertura del padiglione. Il restauro, realizzato da R.O.M.A. Consorzio, con la cura scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è stato possibile grazie alla donazione di Ghella.

Architetta di formazione, la designer/artista Grawunder lavora su una vasta gamma di progetti, tra cui installazioni luminose e cromatiche su larga scala in spazi pubblici, interventi architettonici, allestimenti espositivi e commissioni private su misura. Nei suoi lavori integra i principi dell’architettura con una ricerca avanzata sulla tecnologia della luce.

L’area coperta della Loggia dei Vini, invece, è immaginata da Daniel Knorr come uno spazio performativo, dove l’arte tesse la sua tela. Una forte teatralità, d’altra parte, caratterizza la festa in onore della Principessa di Sassonia, dipinta da Ignaz Unterberger nel 1772-1773, in uno dei rari documenti dell’uso della Loggia. L’approccio concettuale e partecipatorio di Knorr inserisce fenomeni storici, sociopolitici, economici in un contesto artistico, realizzando un grande bazaar, restituzione degli objet-trouvé trovati nella capitale.

Il mecenatismo di Ghella

Fondata nel 1894, Ghella è una realtà globale di primaria importanza nel settore delle costruzioni di grandi opere pubbliche, specializzata in scavi in sotterraneo. Nel corso di cinque generazioni, Ghella ha realizzato con successo oltre 190 tunnel collegando più di 1000 km di metropolitane, ferrovie, autostrade e opere idrauliche. Il suo impegno si basa su un modello d’impresa che abbia l’interesse di lasciare un mondo migliore alle generazioni future. Con una tradizione che si tramanda dal 1867, continua a crescere con rinnovato spirito di esplorazione, immaginando nuove possibilità e promuovendo il progresso. La comunità di Ghella conta oltre 6000 persone che vivono in 15 Paesi e operano in 4 continenti, quali Oceania, Europa, Nord e Sud America e il Sud-est Asiatico.

Attraverso Ghella × Roma continua l’impegno verso la città con progetti mirati a sostegno della valorizzazione di beni storico-artistici della capitale.