Tra i progetti della Biennale di Architettura ce n’è uno collettivo che esplora la trasformazione urbana e culturale di Roma. Si tratta di Roma è una cometa, un progetto immersivo realizzato da Umberto Vattani con Cristiana Collu, Giuseppe D’Acunto, Giampaolo Nuvolati e María Margarita Segarra Lagunes che è esposto nello storico palazzo di Ca’ Tron per proporre un nuovo punto di osservazione sulla Capitale. Nel contesto di Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva. Roma è guardata non dal Colosseo o da San Pietro, ma dal Palazzo della Farnesina, sede del Ministero degli Esteri dal 1960 e divenuto simbolo di un cambiamento epocale.

Il Distretto del Contemporaneo arriva a Venezia
Proprio il Palazzo della Farnesina rappresenta un nuovo punto di partenza per una visione contemporanea di Roma. Trasferito da Palazzo Chigi in un’area al di là del Tevere, quella del Foro Italico pensata da sempre per lo sport, il Ministero degli Esteri avvia una nuova vocazione culturale che imprime all’area urbana circostante. 28 anni fa, su impulso dell’allora segretario generale Umberto Vattani nasce, prima del MAXXI, prima dell’Auditorium, la Collezione Farnesina, che trasforma il Ministero in una vetrina dell’arte italiana contemporanea. Il Palazzo diventa allora una nuova mappa visiva del panorama artistico del Novecento che occupa gli spazi aperti e le sale del palazzo e ha il sopravvento sulle linee architettoniche, ma anche una cerniera temporale in grado di unire lo scenario architettonico delle due sponde del Tevere: da un lato il razionalismo monumentale del regime, dall’altro lo slancio ricostruttivo della Repubblica.


Da qui il Distretto del Contemporaneo, il nome dato all’area in questione, che unisce Foro Italico, Farnesina, Palazzetto dello sport, Stadio Flaminio, Villaggio Olimpico, MAXXI, Auditorium, Moschea, Ponte della Musica e futuro Museo della Scienza. Ma Roma è una cometa compie un terzo passo: il Distretto diventa la nuova soglia, l’ingresso monumentale non solo della Roma antica ma anche della Roma di oggi: verde, sportiva, colta, internazionale. Da questa “testa cometa”, si apre un itinerario lungo la Via Flaminia che tocca Piazza Augusto Imperatore, la nuova Passeggiata archeologica, il quartiere della Piramide, l’EUR e temina a Ostia, delineando la scia di una forma urbis contemporanea, dal Novecento a oggi.
L’installazione alla Biennale Architettura
Roma è una Cometa propone un’esperienza immersiva che trasforma lo spazio espositivo in una rappresentazione avvolgente della Città Eterna, esplorata nella sua dimensione contemporanea urbana e simbolica. Un’installazione collettiva che rovescia lo sguardo tradizionale sulla città, con l’obiettivo di raccontare una Roma viva, inquieta, sorprendente. Allestita negli spazi di Ca’ Tron, sede storica dell’Università Iuav di Venezia, la mostra si sviluppa all’interno di una sala dal soffitto voltato, elemento architettonico che diventa fulcro dell’installazione. Un controsoffitto sospeso accoglie una rappresentazione di una vista notturna di Roma, evocando la città come una costellazione luminosa.
L’installazione site-specific ospitata nello storico palazzo cinquecentesco affacciato sul Canal Grande, presenta a terra una grande mappa/pavimento firmata da Laura Canali che descrive il tracciato della cometa, sulle pareti sei schermi proiettano immagini video accompagnate da una voce narrante in italiano e in inglese, e sul soffitto una proiezione completa l’esperienza visiva. Inoltre, è stato realizzato un blocco a strappo che riproduce la Forma Urbis della Roma contemporanea, dal Novecento a oggi, offrendo ai visitatori uno strumento visivo immediato per comprendere l’evoluzione della città.




