Ruota intorno al tema dell’acqua la mostra La tempesta nel bicchiere, una collettiva presentata da Francesca Antonini Arte Contemporanea a Roma e curata da Saverio Verini che espone opere di Mario Airò, Gregorio Botta, Daniele Di Girolamo, Beatrice Pediconi e Alberto Savinio. In corso dal 6 maggio al 15 settembre 2025, la rassegna esplora l’essenza dell’acqua focalizzandosi sui suoi aspetti più delicati e controllati, trasformandosi in un invito a riflettere sulla sua capacità di adattarsi a forme e spazi, di fluire in modo gentile e di nutrire senza travolgere.

La tempesta nel bicchiere, una mostra sull’acqua
Nella storia dell’arte e delle immagini l’acqua è una presenza costante, che abbraccia sacro e profano, fino a includere gli utilizzi più disparati da parte dell’arte contemporanea, che ha visto la realizzazione di opere proprio a partire dalle qualità “materiali” dell’acqua. Elemento centrale della mostra, l’acqua viene in questo caso presentata non tanto nel suo carattere sublime di forza che si espande, incontenibile e impetuosa, quanto nel suo carattere di liquido “dolce” e circoscrivibile. Nei lavori degli artisti, l’acqua non si impone, ma si adatta ai materiali che la custodiscono e ne modificano il corso, assecondandone le forme.
La mostra trova il punto di partenza ideale in un’opera di Alberto Savinio, Turbine o storia vera – La nostra nave fu innalzata da un turbine, un disegno di piccolo formato dove le onde del mare assumono la forma di un vortice stilizzato. A partire da questa immagine, che ha rappresentato una fonte d’ispirazione per l’intero progetto espositivo, sono stati coinvolti artisti che nelle proprie pratiche hanno manifestato un utilizzo dell’acqua non occasionale e coerente con la “temperatura” della mostra. Mario Airò e Gregorio Botta racchiudono l’acqua in scrigni di vetro e di rame di matrice scultorea, mentre per Beatrice Pediconi è un elemento necessario alla creazione di immagini floreali e evocative, che fluttuano sulla tela. Nel lavoro di Daniele Di Girolamo l’acqua è infine presente attraverso un’installazione sonora che ne evoca il fluire costante.



