Le persone nascono disordinate oppure lo diventano? In entrambi i casi, saranno mai in grado di salpare verso l’ordine, abbandonando la confusione in cui vivono? A questa e ad altre domande prova a rispondere, con tono ironico e impertinente – nel senso migliore del termine – l’illustratrice israeliana Einat Tsarfati, autrice per Il Castoro (con cui ha già pubblicato due opere: I miei vicini e Il castello di sabbia) del volume Il magico potere del disordine. Con traduzione di Maria Laura Capobianco, il libro – 224 pagine a colori, 18 euro – propone al lettore un’esplorazione divertente e divertita del disordine che regna nella vita di ciascuno di noi. L’invito che l’autrice (laureata con lode in Visual Communication all’Accademia di Belle Arti Bezalel, a Gerusalemme) rivolge ai suoi lettori è chiaro: entrare con lei in un mondo nel quale ciò che di prassi viene di etichettato come lacuna, può essere finalmente sdoganato come “ricchezza”. O quantomeno, risorsa. Oppure – perché no – ragione d’orgoglio. Certamente una caratteristica da non celare. E la quarta di copertina “parla” già in modo chiaro: «Questo libro non ti aiuterà a essere meno disordinato o disordinata, ma forse dopo averlo letto capirai che sei in buona compagnia».

Già, sul disordine (che il vocabolario Treccani definisce «mancanza o turbamento dell’ordine, disservizio, sregolatezza, eccesso, fatto che turba l’ordine pubblico») si è detto e scritto molto. Secondo Einstein «se una scrivania in disordine è segno di una mente disordinata, di cosa, allora, è segno una scrivania vuota?». E ancora, nella visione di Goethe «è una caratteristica propria del nostro spirito immaginare disordine e oscurità là dove non sappiamo nulla di certo». Potremmo andare avanti all’infinito. Da parte sua, Tsarfati prova a fare un po’ di ordine – si perdoni il gioco di parole – e, da inguaribile disordinata (come lei stessa ammette) è la persona ideale per offrire una serie di spunti utili a gestire meglio (e con leggerezza) il proprio caos.


Così, snocciolando lungo nove capitoli test, classificazioni, analisi, confronti-scontri eterni tra ordinati “contro” disordinati e definizioni (pseudo) scientifiche, l’autrice – che collabora con i più rilevanti editori israeliani – cerca di far capire che il disordine non va eliminato, bensì compreso. Quasi “accolto”, evitando ogni forma di giudizio. Particolarmente sfizioso è il capitolo L’arte della resa, che spiega – e motiva – le cose impossibili per un disordinato: ricordarsi di acquistare la carta igienica, saldare quella multa appesa al frigo, ritirare i panni stesi nel momento in cui va fatto, piegare le lenzuola come si deve, pulire il fondo del lavello, recuperare i cotton fioc caduti in terra, tenere in ordine sotto il letto. Attenzione, però: «Nessuno può costringerti a sistemare camera tua».

Il magico potere del disordine non è un “semplice” manuale, bensì un libro geniale e interattivo, che restituisce consigli pratici per esaminare con umorismo il caos, dibattendone i benefici inaspettati e fornendo esempi tangibili per gestirlo e organizzarlo in modo originale nelle nostre vite. Come ammette candidamente Tsarfati: «Verrebbe da dire che mettere in ordine una serie di informazioni relative al disordine non sia stata per me la più agevole delle imprese». Leggere per credere.

Info: www.editriceilcastoro.it


