Prende il via una campagna che intende riportare al centro dello spazio pubblico e del dibattito collettivo il valore dell’antifascismo: “Orgoglio Antifascista – 80 anni di liberazioni” è il progetto lanciato da Arci in collaborazione con CHEAP, collettivo indipendente impegnato nell’arte pubblica. Una mobilitazione visiva e politica che attraversa oltre 40 città italiane, con l’obiettivo di riaffermare la memoria storica attraverso un linguaggio contemporaneo e accessibile: quello dei manifesti. Il progetto si colloca nel periodo delle celebrazioni del 25 aprile e intende sottrarre questa ricorrenza alla ritualità, proponendo invece una riflessione attiva, diffusa, condivisa.


Manifesti e memoria: 80 anni di orgoglio antifascista
La campagna “Orgoglio Antifascista – 80 anni di liberazioni” nasce con un intento preciso: riaffermare l’attualità dell’antifascismo non come memoria cristallizzata ma come pratica politica viva. Il progetto si materializza così in un’azione visiva estesa che porta nelle strade manifesti ispirati a immagini storiche e contemporanee delle lotte italiane. Dalle partigiane ai movimenti femministi, dagli operai in sciopero ai cortei contro razzismo e guerra, fino ai civili impegnati nel soccorso in mare: ogni fotografia affissa è una testimonianza di resistenza.
Le immagini utilizzate provengono da archivi storici e fotografi che hanno documentato decenni di impegno sociale: Agnese De Donato, Luciano Nadalini, Fototeca Gilardi, Fondo Anpi, Dino Fracchia, Uliano Lucas, Margherita Caprilli, Michele Lapini, Mediterranea. Le fotografie sono state selezionate con cura per costruire una narrazione che attraversa generazioni e contesti diversi, unendo passato e presente in un unico racconto corale.


Arte pubblica come gesto collettivo
Il fulcro della campagna è la pratica dell’affissione come atto condiviso. I manifesti, diffusi capillarmente sul territorio nazionale, assumono così una doppia funzione: da un lato, raccontano storie e simboli delle resistenze italiane; dall’altro, trasformano lo spazio urbano in una piattaforma di riflessione e dialogo. “L’antifascismo non è una bandiera da riporre nel cassetto del passato, ma una pratica politica viva”: questa affermazione accompagna idealmente l’intero progetto, riaffermando un impegno che attraversa il tempo.
Il messaggio visivo non si esaurisce nello spazio fisico: la documentazione fotografica dell’affissione alimenta anche l’universo digitale, creando un’eco sui social che amplia la portata della campagna. Le immagini dei manifesti affissi diventano così un nuovo archivio, partecipato e condiviso.
“Orgoglio Antifascista”: un’azione che attraversa l’Italia
Dal nord al sud del Paese, la campagna raggiunge oltre 40 città italiane. Tra queste, Trento, Palermo, Torino, Lecce, Ferrara, Cuneo, Genova, Ravenna, Bologna, Bergamo, Pescara, Benevento. Il progetto prende vita grazie alla rete di comitati e circoli Arci che operano sul territorio e che hanno reso possibile un intervento così esteso e coordinato. L’affissione dei manifesti si configura come un invito ad abitare consapevolmente lo spazio pubblico, a prendere parola, a rivendicare un’eredità storica che ancora oggi parla al presente.
Il titolo stesso della campagna – “Orgoglio Antifascista” – non è solo un nome, ma una dichiarazione di intenti: rappresenta un’identità collettiva, un’appartenenza, una scelta. “Un gesto di adesione, ma anche di rivendicazione: un antifascismo fiero, situato, radicale, necessario” – così viene descritto nel comunicato ufficiale. La campagna proseguirà fino ai primi giorni di maggio, portando con sé un messaggio chiaro: l’antifascismo continua a vivere, nelle strade, nelle immagini, nella memoria collettiva.



