Eugenio Tibaldi realizzerà un’opera per il carcere femminile di Rebibbia

In occasione del Giubileo 2025, Tibaldi presenterà a fine anno un’opera permanente nella Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, il più grande d'Europa

Un processo complesso che ha visto un lungo periodo di preparazione, iniziato già a settembre 2024. In occasione del Giubileo della Speranza 2025, la Fondazione Severino e Fondazione Pastificio Cerere, che negli ultimi anni hanno collaborato a varie iniziative per portare l’arte contemporanea nelle carceri, annunciano che sarà Eugenio Tibaldi l’artista invitato dal curatore Marcello Smarrelli a realizzare un’opera d’arte site-specific e permanente nella Casa Circondariale Femminile di Rebibbia a Roma, il più grande carcere femminile d’Europa.

Un progetto avviato con le prime visite dell’artista nel carcere, l’attivazione degli incontri preparatori con gli operatori e la costruzione concettuale del progetto, che sta proseguendo in questi mesi con i laboratori dedicati alle detenute, finalizzati alla condivisione di esperienze in cui il linguaggio universale del disegno diventa uno strumento prezioso nella rappresentazione grafica delle emozioni, in grado di annullare le distanze di linguaggio e sociali, uno strumento funzionale all’espressione dei propri sentimenti. L’inaugurazione dell’opera è in programma per dicembre 2025 nell’ambito del Giubileo dei Detenuti.

Marcello Smarrelli ha invitato Tibaldi a immaginare il percorso che porterà alla realizzazione dell’opera d’arte, motivando la scelta dell’artista con queste parole: «Attratto dalle dinamiche e dalle estetiche che germogliano nelle aree di confine, come testimoniano i tanti progetti realizzati in diverse parti del mondo, Eugenio Tibaldi si cala con impegno e sensibilità nei contesti a lui affidati, progettando opere capaci di interpretare profondamente la realtà, immaginando alternative future partendo da ciò che la società considera come difetti o anomalie. Per queste caratteristiche, la sua ricerca è sembrata congeniale alla realizzazione di un’opera d’arte in grado di cambiare, fosse anche per un solo istante, la prospettiva e lo sguardo delle detenute di Rebibbia».

Come sottolinea Paola Severino, Presidente Fondazione Severino: «L’arte genera trasformazione e attraverso questo progetto le donne detenute di Rebibbia avranno l’opportunità di prendere parte alla realizzazione di un’opera d’arte che rafforzerà la loro autostima, stimolandone la creatività e aiutandole a far emergere un loro talento inespresso.  Vogliamo che l’opera immaginata da Eugenio Tibaldi con la Fondazione Severino, la Fondazione Pastificio Cerere e Intesa Sanpaolo, evochi una speranza di rinascita, contribuisca al riscatto e alla libertà interiore, tutti elementi che dovrebbero accompagnare il percorso che fa in carcere ogni individuo sottoposto a detenzione e che si sposano indissolubilmente con i valori che caratterizzano il Giubileo del 2025».

* Il progetto è realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo, il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede e del Ministero della Giustizia.