A un anno dalla scomparsa dell’architetto Gaetano Pesce, la Galleria Antonia Jannone di Milano gli dedica una mostra-tributo dal 7 al 13 aprile durante la Milano Design Week 2025. Con il titolo “Gaetano Pesce. Una festa per l’architettura: modelli, pensieri e disegni”, la rassegna racconta, attraverso modelli e disegni, la carriera di oltre quattro decenni del progettista che è stato in grado di rivoluzionare l’architettura grazie alle sue opere innovative e sperimentali
La mostra dedicata a Gaetano Pesce
L’esposizione “Gaetano Pesce. Una festa per l’architettura: modelli, pensieri e disegni” intende ripercorrere le idee e le opere dell’architetto nel primo anniversario dalla sua scomparsa. La mostra raccoglie modelli, schizzi e pensieri così da poter raccontare la visione di Pesce partendo da tre dei suoi progetti più emblematici: la Torre Pluralista, il World Trade Center e il Pink Pavilion. Ognuno di questi modelli incarna l’espressione concreta della sua idea di un’architettura che può essere veloce, spontanea e leggera senza perdere profondità.
La prima, ideata nel 1987, è un grattacielo che intendeva rompere l’uniformità dei palazzi moderni grazie al fatto che ogni suo abitante poteva personalizzare la propria facciata. Il secondo Pesce lo aveva concepito dopo i tragici fatti dell’11 settembre del 2001 e si struttura con due torri che si inclinano l’una verso l’altra fino a congiungersi in un cuore luminoso inteso come simbolo di unione. L’ultimo dei tre progetti è una struttura colorata temporanea colorata costruita per la Triennale Bovisa nel 2007 e poi demolita: si tratta della prima architettura interamente realizzata in poliuretano espanso

Gaetano Pesce e la sua idea di architettura
Durante la sua carriera Pesce ha portato aventi un’idea di architettura, di scultura e di design con l’obiettivo di rendere questi il più vicini possibili alla vita reale. Ha fatto sì che il tutto fosse in grado di essere comprensibile e in grado di veicolare messaggi attraverso materiali innovativi, immagini riconoscibili e un approccio sempre orientato alle persone. Difatti, non ha mai perso di vista i bisogni concreti della società nel cercare nuovi di costruire.
Con uno stile sorprendente, diretto e inconfondibile, Pesce ha portato nell’architettura elementi della cultura popolare e della quotidianità. Non seguendo modo o regole, inquadrare il suo lavoro è sempre stato particolarmente complicato, ma questa libertà e indipendenza è diventata una sua firma. È così che Gaetano Pesce risulta ancora oggi un avanguardista capace di fondere in un linguaggio personale arte, design e architettura.

Tra sperimentazione, forma e materia
Oltre ai modelli, la mostra presenta anche una serie di disegni di grande formato, alcuni dei quali risalenti agli anni Settanta e Ottanta, a testimonianza della coerenza e dell’originalità del suo percorso creativo. Pesce, descrivendo il proprio lavoro di ricerca, spiegava: “Mi sono sforzato di trovare sempre nuovi materiali che si adattino alla logica della costruzione e offrano servizi adeguati ai bisogni reali delle persone”. Un’indagine che prosegue anche nella fase più avanzata della sua carriera, come dimostra la sezione dedicata a uno dei suoi progetti più recenti, ispirato da un viaggio in Oman.
Durante questa esperienza, osservando gli alberi di Boswellia, ha concepito una nuova serie di sedute – le Oman Chairs – realizzate attraverso una tecnica che combina due resine differenti in un’unica colata. Questi oggetti di design rappresentano una sintesi perfetta del suo approccio creativo, fatto di sperimentazione, originalità e attenzione alla forma e ai materiali.



