Il 3 aprile alla Serpentine di Londra inaugura uno dei maggiori eventi della programmazione 2025 degli spazi espositivi immersi nei Kensington Gardens, nonché la più completa rassegna della pratica di Giuseppe Penone – esponente di spicco dell’Arte Povera – in una grande istituzione londinese, aperta al pubblico sino al 7 settembre.
Nato in Italia nella seconda metà degli anni Sessanta, il movimento artistico teorizzato da Germano Celant, si opponeva al sistema artistico tradizionale, con artisti che realizzavano opere difficili da esporre nelle gallerie d’arte e ancor più difficili da conservare all’interno di contesti più istituzionali, proprio per sfuggire alle regole del mercato e sfidare il concetto di collezionismo.

Thoughts in the Roots curata da Claude Adjil, Hans Ulrich Obrist e Alexa Chow, riunisce opere dal 1969 a oggi, illustrando il fascino duraturo di Penone per l’interazione tra processi organici e artistici, visto l’utilizzo frequente nella sua pratica artistica, di materiali considerati appunto “poveri” come legno, ferro, cera, bronzo, terracotta, marmo e gesso sperimentati in tutte le qualità fisiche individuali. Da una poetica che dura da decenni, scaturisce un vastissimo corpus di opere che comprendono scultura, disegno, pittura, installazione e fotografia. La sua pratica è profondamente influenzata dai paesaggi boschivi dell’Italia settentrionale, plasmando la sua esplorazione per tutta la vita del rapporto tra esseri umani e natura.

«La mostra celebrerà la sua pratica quinquennale e svelerà le dimensioni visive, tattili e olfattive dei materiali che esplora. Rivelando le relazioni fragili e poetiche tra l’uomo e la natura, la mostra esemplificherà la ricerca sperimentale di Penone e conterrà nuove opere presentate per la prima volta nel Regno Unito ed estese ai Parchi Reali» ha dichiarato Bettina Korek, ceo delle Serpentine Galleries.

L’esposizione dunque incarna perfettamente i principi chiave del lavoro di Penone, ovvero la sinergia tra processo artistico e naturale e la relazione poetica tra esseri umani e ambiente. Attraverso una serie di sculture e installazioni, i visitatori incontreranno i modi delicati ma potenti in cui rivela le strutture, i ritmi e i gesti nascosti della natura. Tra i lavori esperibili per l’occasione, Respirare l’ombra, un’installazione sensoriale fatta di foglie di alloro che avvolge le pareti della galleria; Soffio di foglie, ovvero foglie di bosso impilate sulle quali l’artista si sdraia lasciando un’impronta del suo corpo e della sua respirazione; Gesti vegetali, una serie di sculture che racchiude i gesti delle piante e il movimento del corpo e che sarà collocata in diversi vasi posizionati fuori dalle finestre della galleria; Alberi libro, una scultura composta da dodici alberelli intagliati posti uno accanto all’altro.

Dal 3 aprile al 7 settembre
Serpentine Galleries, Londra


