Sarà visitabile fino al 17 aprile 2025 alla galleria BKV Fine Art di Milano la mostra Mario Schifano – Gianni Malabarba. Pittura e Poesia. L’esposizione, curata da Marco Meneguzzo, offre l’occasione di osservare oltre settanta opere inedite dell’artista romano, non solo appartenenti alla collezione Malabarba, ma anche in dialogo con alcune sue poesie, grazie al lavoro congiunto della galleria BKV, l’Archivio Mario Schifano e Giovanni Calamari, nipote di Gianni Malabarba. L’eccezionalità della mostra sta nel voler proporre una conversazione più che mai viva tra arte visiva e scrittura in virtù del particolare rapporto tra il pittore e il poeta, cominciato con il collezionismo e trasformatosi poi in amicizia.

Malabarba e Schifano, un dialogo antico
Gianni Malabarba è una figura poco ricordata del panorama artistico milanese, eppure negli anni ’60 e ‘70 è stato promotore di mostre e vero e proprio mecenate di artisti emergenti, oltre che poeta. La sua dimestichezza con l’ambiente artistico gli permette di tessere solidi rapporti professionali, ma soprattutto umani, con diversi artisti, come Emilio Scanavino, Paolo Scheggi, Vincenzo Agnetti, Getulio Alviani e Mario Ceroli.
Per Mario Schifano non servono presentazioni: l’esposizione offre all’osservatore uno sguardo trasversale sull’opera dell’eclettico pittore romano, che fa della contaminazione un elemento distintivo del suo lavoro artistico. La figura insofferente e irrequieta del pittore sembra così attrarre quella pacata di Malabarba, che si fa inizialmente conoscere dall’artista con il supporto economico fornito grazie all’acquisto di un importante numero di sue opere. Nel corso della loro amicizia il poeta ha tra l’altro ospitato Schifano, che in uno di questi periodi avrebbe realizzato il proprio autoritratto fotografico: una televisione al posto della testa, abiti vuoti tra cui una maglietta con la scritta “Schifano” e un paio di sneakers a coprire i piedi invisibili.

La mostra da BKV Fine Art
Una serie di sei fotografie è esposta alla galleria BKV insieme a una riproduzione a dimensione reale del fantoccio-Schifano che, incollata per terra, trasporta l’opera al di fuori della cornice permettendo un impatto diretto con i visitatori. Nella scelta delle opere da esporre è stato privilegiato il supporto cartaceo, ancora poco valorizzato all’interno del corpus del pittore: ben sessantaquattro sono fogli inediti della collezione Malabarba, risalenti tutti entro la metà degli anni Settanta. Così il foglio di carta, punto di partenza dell’arte poetica, diventa per Schifano un materiale con il quale confrontarsi e ripercorrere alcune delle sue tematiche più fortunate (il Futurismo rivisitato, ma soprattutto reminiscenze dei Paesaggi anemici).
Presente in mostra anche una serie di sei buste decorate, a testimoniare la versatilità dell’ingegno creativo dell’artista che si esprime anche su materiali di possibile scarto; ancora, dieci “macchine”, dove illustrazioni tecniche di strutture e meccanismi vengono reinventate attraverso l’uso spericolato del colore. Particolarmente interessanti sono le tre tele emulsionate, realizzate tra il ’72 e il ’73, dedicate alle poesie di Malabarba, il quale aveva pregato Schifano di utilizzare i componimenti per qualche opera. Le tele riproducono lo schermo nero dei “Paesaggi TV” sul quale compaiono luminosi i versi del poeta: la tecnica utilizzata fa spiccare le parole di Malabarba, a cui conferisce una profondità nuova. Attraverso l’intersezione tra poesia, arte e tecnologia, le opere spingono a una riflessione sull’immortalità dell’opera artistica e alle possibili nuove strade sperimentate dal supporto televisivo.



info: bkvfineart.com


