Alla fine di febbraio, il Metropolitan Museum of Art di New York ha restituito alla Grecia una piccola scultura in bronzo raffigurante la testa di un grifone risalente al VII secolo a.C. A differenza di altre restituzioni di opere d’arte, che spesso avvengono in risposta a richieste formali da parte di governi stranieri o a indagini legali, in questo caso è stato lo stesso Met ad avviare l’inchiesta sulla provenienza dell’oggetto.
La scultura, che faceva parte della collezione del Met dal 1972, si è rivelata essere stata trafugata dal Museo Archeologico di Olimpia negli anni ’30. Max Hollein, direttore e CEO del museo, ha dichiarato pubblicamente che l’opera “non avrebbe potuto lasciare la Grecia in modo legittimo”.
Il contesto della restituzione di opere d’arte
Negli ultimi anni le istituzioni museali si trovano sempre più spesso a dover rispondere a richieste di restituzione per opere d’arte trafugate, esportate illegalmente o acquisite in modo improprio. Queste richieste possono derivare da rivendicazioni ufficiali di governi stranieri, da precedenti proprietari o dalle indagini delle autorità statunitensi. Tuttavia, il caso della testa di grifone segna un cambiamento significativo: il Met ha agito di propria iniziativa e senza pressioni esterne: ciò dimostra come il processo di restituzione delle opere stia evolvendo significativamente.
Nel 2018 alcuni membri dello staff del museo avevano segnalato dubbi sulla provenienza della scultura. Dopo ulteriori ricerche Hollein ha contattato la Direzione delle Antichità e del Patrimonio Culturale della Grecia per discutere la questione. Nonostante non sia stato possibile determinare con certezza come l’opera fosse arrivata al Met, il museo ha stabilito che non rispettava i propri standard etici e ha deciso di restituirla. Tuttavia, l’opera non sarà persa definitivamente per il pubblico newyorkese: il bronzo tornerà al Met il prossimo anno come prestito da parte della Grecia.

Il Met e l’importanza della ricerca sulla provenienza
Il Met ha recentemente potenziato i suoi sforzi nella ricerca della provenienza delle opere d’arte presenti nella propria collezione. Nel 2023 ha nominato Lucian Simmons, avvocato ed ex dirigente di Sotheby’s, come primo responsabile della sezione dedicata alla provenienza. Simmons guida un team di 10 ricercatori a tempo pieno, il più grande di questo tipo all’interno di un museo.
Il compito del team è quello di supervisionare e coordinare le ricerche sulla provenienza delle opere lavorando a stretto contatto con i vari dipartimenti del museo. Simmons sostiene che la trasparenza sia essenziale per garantire che le istituzioni culturali possano affrontare la verità sulla storia delle loro collezioni, anche quando emergono dettagli scomodi.
L’importanza della ricerca sulla provenienza evidenziata dal caso della testa di grifone ha anche degli episodi precedenti: nel 2022 le autorità locali e federali statunitensi hanno sequestrato 27 opere d’arte dal Met per un valore complessivo di 13 milioni di dollari, restituendole a Italia ed Egitto. Questo dimostra quanto sia delicato e complesso il tema della legittimità delle collezioni museali.
Un nuovo approccio nella gestione delle acquisizioni al Met
Un altro cambiamento significativo nella gestione della provenienza è il modo in cui i musei stanno affrontando le nuove acquisizioni. In passato, l’approccio era più passivo in quanto si attendevano eventuali contestazioni prima di agire. Ora, invece, i musei stanno adottando un atteggiamento più proattivo, conducendo ricerche approfondite prima di accettare nuove opere.
Un esempio concreto è stato il caso di una collezione di sculture dell’Età del Bronzo provenienti dalle Isole Cicladi, donate al Met dal miliardario Leonard N. Stern, imprenditore nel settore immobiliare ed erede della compagnia Hartz Mountain. Poiché il museo non è stato in grado di determinare con certezza la provenienza di queste opere, ha deciso di collaborare con il governo greco e il Museo dell’Arte Cicladica per trovare una soluzione equa.
L’accordo stabilito prevede che le opere restino di proprietà della Grecia, ma vengano esposte al Met per i prossimi 25 anni. Inoltre, la Grecia si impegna a prestare altre opere d’arte cicladica al museo newyorkese. Parallelamente, Stern finanzierà progetti di ricerca e conservazione congiunti tra il Met e le istituzioni greche.
Secondo Hollein, questo episodio dimostra come l’approccio alla provenienza sia cambiato radicalmente nel tempo: molti anni fa i musei avrebbero semplicemente accettato la donazione senza indagare troppo sulla sua origine; in tempi più recenti, invece, avrebbero potuto rifiutarla per evitare problemi legali; oggi la strategia è quella di negoziare soluzioni che permettano di rispettare i diritti dei paesi di origine e, al contempo, garantire l’accesso del pubblico a opere di grande valore storico e artistico.

Quando la ricerca non porta alla restituzione
Non tutte le indagini sulla provenienza portano necessariamente alla restituzione di un’opera. Un caso emblematico è quello della scultura rococò “La Crainte des Traits de l’Amour” (1739-40) di Jean-Louis Lemoyne, conservata nella Petrie Court del Met.
Nel 2023, un curatore associato del dipartimento di Scultura Europea e Arti Decorative ha notato un vuoto nei documenti relativi alla proprietà dell’opera. Dopo ulteriori ricerche, è emerso che la scultura era stata trafugata dai nazisti a Parigi durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre apparteneva a un ramo della famiglia Rothschild.
I nazisti avevano trasferito l’opera al Jeu de Paume (un museo francese usato dai tedeschi per immagazzinare opere rubate) e in seguito l’avevano spedita a Berlino. Poi però, in un secondo momento, i Rothschild l’hanno recuperata e, solo successivamente, l’hanno venduta a un mercante d’arte dal quale il Met l’ha acquistata.
In questo caso, il museo ha stabilito che la restituzione non fosse necessaria in quanto l’opera era tornata ai suoi proprietari legittimi prima di essere venduta. In conformità con una nuova legge dello Stato di New York, però, il Met ha aggiornato la didascalia dell’opera per informare i visitatori della sua storia. Questa legge impone ai musei newyorkesi di indicare chiaramente quando un’opera è stata trafugata dai nazisti.



