Il nuovo direttore creativo di Gucci è Demna Gvasalia

Dopo l'addio di Sabato De Sarno, il designer georgiano è stato scelto dal gruppo Kering per risollevare le sorti del marchio fiorentino

Gucci ha finalmente un nuovo direttore creativo: Demna Gvasalia accoglie l’eredità di Alessandro Michele e la sfida della maison sprofondata lo scorso anno, tra il calo delle vendite e il crollo dei fatturati, a causa della crisi del lusso e di uno scenario geopolitico sempre più instabile. L’ex direttore creativo di Balenciaga, ha rivoluzionato lo stile anche di quest’ultima azienda del gruppo Kering, attraverso collaborazioni con celebrità come Kim Kardashian e Kanye West. Ora però, è il momento di sconvolgere l’identità dell’azienda fiorentina, che negli ultimi mesi con Sabato De Sarno ha faticato a trovare una direzione ben precisa.

L’annuncio è arrivato con un post condiviso sul profilo Instagram del brand, con un ritratto ufficiale, un selfie scattato da Gvasalia stesso e una sua prima dichiarazione in questo ruolo, che ricoprirà a partire da luglio 2025. «Sono entusiasta ed emozionato di entrare a far parte della famiglia Gucci» si legge «È per me un onore intraprendere questo nuovo progetto del marchio che rispetto profondamente e ammiro da tanto tempo. Non vedo l’ora di scrivere insieme a Stefano e a tutto il team un nuovo capitolo della storia straordinaria di Gucci».

Demna Gvasalia, da Balenciaga a Gucci

Nato da madre russa e padre georgiano nel 1981 a Sokhumi, Demna Gvasalia ha abbandonato la propria patria a causa della guerra civile scoppiata nel 1991, scappando prima in Ucraina, poi in Russia e infine in Germania, in un campo profughi a Düsseldorf. Due lauree, una in economia internazionale a Tbilisi, in Georgia nel 2001 e l’altra in progettazione di moda alla prestigiosa Royal Academy of Fine Arts di Anversa nel 2006. Un percorso formativo che fonde rigore e creatività, e che si riflette nel suo approccio alla moda: decostruzione, volumi oversize, streetwear elevato a haute couture.

Lavora quindi come assistente di Martin Margiela dal 2009 e per tre anni, dopo i quali approda da Louis Vuitton, allora sotto la guida creativa di Marc Jacobs. Nel 2014 abbandona la griffe per fondare il proprio brand, Vetements: il successo è immediato e travolgente, tanto da portare il marchio tra i finalisti del LVMH Young Fashion Designer Prize del 2015, premio promosso dal gruppo francese della famiglia Arnault per supportare i giovani stilisti.

Poco dopo arriva la prestigiosa chiamata del gruppo Kering, che lo sceglie come direttore creativo di Balenciaga, dopo il non felicissimo periodo di direzione creativa di Alexander Wang. Ruolo occupato con grande successo, nonostante qualche polemica, come la campagna Objects 2022 considerata al limite della pedopornografia visto che ritraeva bambini assieme ad orsacchiotti vestiti con abiti fetish.

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