Da Gaudí a Schiaparelli: l’architettura catalana ispira l’alta moda di Daniel Roseberry

Alla Paris Haute Couture Week il direttore creativo della maison Schiaparelli trasforma le geometrie organiche di Antoni Gaudí in abiti-scultura

L’architettura di Antoni Gaudí torna a vivere lontano da Barcellona, questa volta sulle passerelle dell’Haute Couture di Parigi. Per la collezione Autunno/Inverno 2026-2027 di Schiaparelli, il direttore creativo Daniel Roseberry ha trovato ispirazione nelle opere del maestro catalano, traducendo in tessuto e volume le superfici ondulate, le strutture organiche e il senso plastico che caratterizzano edifici iconici come la Sagrada Família e Casa Batlló.

Roseberry ha raccontato di aver iniziato il processo creativo proprio dall’architettura, dopo un viaggio a Barcellona durante il quale è rimasto colpito dalla capacità di Gaudí di trasformare la natura in costruzione. Lo stesso principio viene applicato alla couture: gli abiti diventano strutture tridimensionali, dove ricami, rilievi e silhouette scolpite evocano colonne ramificate, superfici ceramiche e forme biomorfe. La collezione, presentata in apertura della Paris Haute Couture Week, si inserisce nel percorso di ricerca che Roseberry porta avanti da quando è alla guida della maison Schiaparelli, fondendo il patrimonio surrealista della casa di moda con riferimenti all’arte, all’architettura e alla scultura. In questa stagione l’influenza di Gaudí si intreccia con materiali innovativi e lavorazioni sartoriali che trasformano il corpo in una vera e propria architettura indossabile.

Le superfici irregolari, le linee fluide e i dettagli ispirati al mondo naturale richiamano la poetica del Modernismo catalano senza ricorrere a citazioni letterali. Piuttosto, Roseberry assorbe il metodo progettuale di Gaudí, fondato sull’osservazione delle forme viventi e sulla continua sperimentazione tra arte e tecnica, traducendolo nel linguaggio dell’alta moda contemporanea. Il risultato è una collezione che conferma quanto il dialogo tra discipline continui a essere uno dei motori della creatività contemporanea. Se Gaudí aveva trasformato l’architettura in un organismo vivo, Roseberry compie un’operazione analoga sulla passerella: la couture diventa spazio costruito, materia in movimento e racconto visivo, riaffermando il legame profondo tra moda e cultura progettuale.