Per la sua nuova collezione couture, il direttore creativo della maison francese guarda all’opera della scultrice americana. Tra superfici metalliche, drappeggi fluidi e volumi organici, la moda dialoga con la ricerca artistica di una delle protagoniste dell’arte contemporanea. La nuova collezione haute couture di Dior conferma la volontà di Jonathan Anderson di intrecciare sempre più strettamente moda e arte contemporanea. Presentata a Parigi durante la settimana dell’alta moda, la sfilata prende infatti ispirazione dal lavoro della scultrice americana Lynda Benglis, figura chiave dell’arte del secondo Novecento, nota per aver rivoluzionato il linguaggio della scultura attraverso materiali fluidi, superfici colate e forme organiche.



L’influenza di Benglis emerge nella costruzione stessa degli abiti. Anderson traduce nella couture l’idea di una materia in continuo movimento: gonne metalliche dall’aspetto fuso, sete plissettate, drappeggi che sembrano modellarsi spontaneamente sul corpo e silhouette scultoree evocano le celebri colate di lattice, poliuretano e cera con cui l’artista americana ha ridefinito il concetto di scultura dagli anni Settanta in poi. La sfilata, allestita nei giardini del Musée Rodin, prosegue una tradizione ormai consolidata per Dior, che negli ultimi anni ha spesso intrecciato il proprio immaginario con quello di artiste e protagoniste della cultura visiva. Anderson sceglie però un riferimento meno narrativo e più formale, concentrandosi sulla fisicità dei materiali e sulla loro capacità di trasformarsi, in un dialogo diretto con la ricerca plastica di Benglis.

L’omaggio non si traduce in una semplice citazione estetica, ma in una riflessione sul processo creativo. Come nelle opere dell’artista statunitense, anche nella collezione il gesto, la gravità e il comportamento della materia diventano elementi progettuali, dando vita a capi che sembrano sospesi tra abito e scultura. Il risultato è una couture che si allontana dall’ornamento per esplorare il rapporto tra forma, corpo e spazio. La collezione rappresenta un ulteriore tassello della direzione impressa da Anderson alla maison francese, orientata verso un linguaggio sempre più sperimentale e multidisciplinare. Se l’attenzione mediatica era inizialmente concentrata sull’abito da sposa realizzato dallo stilista per Taylor Swift, la sfilata ha riportato il focus sul dialogo tra arte e alta moda, ribadendo come la ricerca artistica possa continuare a essere una fonte di innovazione per la couture contemporanea.


