Il “Paradiso” di Tosatti a Milano dialoga con la personale da Lia Rumma

L'installazione di Tosatti agli ex Magazzini Raccordati racconta un paradiso svuotato. La mostra esplora invece il mondo che brucia

Gian Maria Tosatti torna a Milano e lo fa con due esposizioni in dialogo fra loro. A due anni dalla personale da Pirelli HangarBicocca, l’artista è infatti pronto a inaugurare un nuovo progetto site specific agli ex Magazzini Raccordati della Stazione Centrale di Milano e la mostra Es brent! nella sede meneghina della Galleria Lia Rumma, in cui saranno esposte opere pittoriche e installative realizzate tra il 2023 e il 2025. I due progetti, che saranno inaugurati il 20 marzo 2025, intendono riflettere sulla complessità del presente con un approccio simbolico e visionario.

L’intervento di Tosatti agli ex Magazzini

Sarà presentata alla stampa il 20 marzo alle ore 12.30 l’installazione ambientale che Gian Maria Tosatti ha concepito appositamente per gli spazi degli ex Magazzini Raccordati della Stazione Centrale di Milano. Prodotto da Eco Contract + Eco Design e Brembo, con il patrocinio del Comune di Milano, il progetto si intitola Paradiso e intende offrire allo spettatore un’immagine distopica e lacerante di un cielo declinato nel presente storico, in cui ogni prospettiva ideale sembra crollata. L’opera, che consiste in una monumentale installazione che si sviluppa su uno spazio di 3.000 metri quadrati, appare un affondo diretto sulla realtà e sul tempo in cui viviamo: agli occhi del visitatore si apre un paradiso svuotato, ridotto al proprio scheletro, devastato dal tempo o da qualcosa che lo ha lentamente consumato.

Nel Paradiso di Tosatti le sette volte celesti sono semi-crollate, infiltrate dall’umidità, dall’acqua, tappezzate di precari isolamenti, e le sette grandi aule dove risiedono le gerarchie angeliche sono vuote, abitate da clochard, avvolti nelle loro coperte termiche. Il percorso, che presenta latrine sudicie e pozzanghere sciolte accanto a cumuli di neve, intende suggerire la violenza di un simile scenario. Una parete di marmo, su cui sono incisi tutti i nomi degli angeli, è infatti in frantumi, e nell’ultima sala, dietro un grande portale di ferro, un binario sotterraneo evoca una immagine indelebile nella memoria collettiva: la strada ferrata che si perde nella notte e conduce ai campi di sterminio.

L’arte come rigenerazione

«Il progetto di Gian Maria Tosatti rappresenta un’importante occasione per Milano di riflettere sul presente attraverso l’arte. Attraverso il suo lavoro, l’artista ci pone di fronte a una visione potente e disincantata della nostra epoca, invitandoci a interrogarci sul nostro ruolo nella società contemporanea. Sosteniamo con convinzione questa iniziativa, che non solo valorizza un’area storica della città, ma sottolinea anche il valore dell’arte come strumento di consapevolezza e memoria», ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi. «Un progetto che – ha aggiunto – grazie alla collaborazione tra istituzioni, aziende e studenti, testimonia come la cultura possa essere motore di rigenerazione urbana e di dialogo tra passato, presente e futuro».

Paradiso è infatti prodotto da Eco Contract+Eco Design e Brembo, due realtà che hanno già collaborato nel 2024 e che ora vogliono valorizzare l’arte come strumento narrativo e renderla un mezzo per raccontare la rigenerazione urbana. Attraverso questa iniziativa, Eco Contract+Eco Design vuole mostrare i Magazzini Raccordati, che saranno oggetto di un’importante riqualificazione, e sensibilizzare il pubblico sul processo di recupero di quest’area storica, restituendola alla città con una nuova identità: la loro nuova sede. Per Brembo, l’opera si inserisce invece nel percorso ispirato dalla vision “Turning Energy into Inspiration”. Il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera e del Politecnico di Milano.

Tosatti per la prima volta da Lia Rumma a Milano

Alla Galleria Lia Rumma la mostra Es brent! porta l’orizzonte metaforico tracciato con il progetto agli ex Magazzini in una dimensione più intima e terrena. Il titolo, tratto da una canzone yiddish del 1938, chiama in causa direttamente il visitatore in una profezia: “La nostra città brucia – recita il testo – e tu stai lì a guardare con le braccia conserte”. All’esterno della galleria campeggiano sei grandi bandiere trasparenti, appese ad alti pennoni. Le opere del 2025, appartenenti al ciclo Fondamenta alludono alla invisibilità e all’irriconoscibilità dei poteri che governano il mondo dal 1945 a oggi.

Nella sala d’ingresso, un grande neon del 2025, montato su una tipica struttura pubblicitaria, propone l’ambiguo rapporto tra i sogni di una società e le loro conseguenze. Al primo piano alcuni dipinti della serie Fireworks si ispirano alle riprese notturne delle città bombardate e del lancio di missili, mentre al piano superiore un nuovo ciclo pittorico conduce nelle dimensioni interiori del nostro sentimento del tempo e alcune installazioni rivelano come la realtà si stratifichi creando enigmi esistenziali nella nostra vita quotidiana.

Come dichiarato dall’artista: «Paradiso è una metafora lancinante del sentimento di un tempo in cui gli uomini, hanno lentamente scalato il cielo per devastarlo, rinnegarlo, svuotarlo. È un’analogia della progressiva distruzione di ogni ideale, finanche quello democratico, dell’avvelenamento dello stesso concetto di sacro nella società dell’indifferenza. Paradiso è una visione crudele e disincantata di un mondo che non crede più a sé stesso, né ad un orizzonte ideale, e abita una terra oscura, desolata, su cui il cielo è caduto in pezzi. Le opere raccolte nella mostra Es brent! sono ciò che si vede al ritorno da questo viaggio dantesco, quando si riaprono gli occhi in un mondo che brucia».

Paradiso sarà aperta al pubblico dal 22 marzo fino all’11 aprile 2025, mentre Es brent! sarà visitabile dal 21 marzo al 8 maggio 2025. Prevista per il 21 marzo alle ore 18.30 una conversazione con l’artista e Vittorio Lingiardi alla Fondazione Memoriale della Shoah.