Richard Avedon racconta l’Italia da Gagosian a Roma

Nella mostra del fotografo Richard Avedon le immagini di un'Italia postbellica dialogano con i volti consacrati della moda

Il linguaggio in bianco e nero di Richard Avedon racconta anche l’Italia e lo fa nella sede romana di Gagosian. Dal 12 marzo al 17 maggio 2025 la mostra Italian Days esplora infatti lo sguardo maturato dal fotografo statunitense sull’Italia del secondo dopoguerra, periodo durante il quale rivoluzionava la narrazione della moda. Il suo taglio cinematografico ha infatti contraddistinto dalla metà degli anni ’40 le pagine di Harper’s Bazaar e quelle di Vogue dagli anni ’60, per poi firmare le campagne pubblicitarie dei grandi marchi a partire dagli anni ’70, consacrando con il proprio obiettivo molti volti della moda. L’allestimento è stato ideato da Cécile Degos, responsabile anche di quello di Iconic Avedon: A Centennial Celebration of Richard Avedon, presentata da Gagosian Parigi nel 2024.

Uno sguardo su Roma

Risale al 1946 il viaggio in Italia del fotografo statunitense, quando visita Roma subito dopo la fine della guerra. Il corpus che ha preso forma nel corso di questa esperienza, tra la distruzione e gli accenni di ripresa, racconta Roma, la Sicilia e Venezia con quello stile che contraddistinguerà le pagine delle riviste di moda. Nella mostra romana la serie Italy (1946–48) dialoga infatti con gli inconfondibili ritratti di personaggi famosi, mentre sono presenti anche alcune immagini del 1946 che ritraggono Zazi, una performer di strada romana.

Ogni coppia e gruppo più ampio di fotografie esposte a Roma riflettono una tecnica o una strategia compositiva diversa che trae origine dalle immagini italiane di Avedon. Il famoso ritratto del 1957 di una Marilyn Monroe dallo sguardo smarrito, ad esempio, e l’immagine del 1980 di Ruby Holden, impiegata del banco dei pegni, dell’iconica serie In the American West (1979–84), sembrano entrambi essere stati anticipati da un ritratto di strada romano scattato nel 1947. Le radici di gioia e disperazione che Avedon ha catturato nella sua rappresentazione della Monroe si possono trovare a Roma, così come il suo autoritratto del 1963 ricorda la fotografia di un giovane siciliano fiero e simpatico, apparso dalle ceneri della guerra e pronto ad iniziare una nuova vita.

Chi era Richard Avedon

Richard Avedon è nato a New York nel 1923 ed è morto a San Antonio nel 2004. Le sue opere sono presenti in diverse collezioni museali internazionali tra cui il Centre Pompidou di Parigi e il Metropolitan Museum of Art di New York. La prima retrospettiva museale di Avedon si è tenuta allo Smithsonian Institution di Washington DC nel 1962; sono seguite numerose importanti mostre istituzionali, tra cui quelle al Minneapolis Institute of Art (1970); al Metropolitan Museum of Art di New York (1978 e 2002); e al Whitney Museum of American Art di New York (1994). Tra le mostre postume si annoverano quella al Louisiana Museum of Modern Art, Humlebæk, Danimarca (2007, poi alla Fondazione FORMA per la Fotografia, Milano; al Jeu de Paume, Parigi; al Gropius Bau, Berlino; al FOAM Photography Museum, Amsterdam; e al San Francisco Museum of Modern Art, fino al 2010). Nel 2004 Avedon ha istituito la Richard Avedon Foundation quale depositaria delle sue fotografie, negativi, pubblicazioni, documenti e altri materiali d’archivio.