“Indigestioni urbane”: Angelika Loderer in mostra alla Sophie Tappeiner di Vienna

Le sculture di Angelika Loderer raccontano i tentativi di adattamento della natura alla realtà urbana

Dal 14 febbraio al 29 marzo 2025 la galleria viennese Sophie Tappeiner ospita City Body, mostra personale della scultrice austriaca Angelika Loderer (*1984). L’esposizione esplora il parallelismo tra il “metabolismo” industriale della città, in riferimento alle dinamiche legate all’industrializzazione e allo smaltimento dei materiali, e il metabolismo naturale, intrinseco al corpo umano e, in generale, ai processi organico-naturali. In City Body, è la dimensione corporea a costituire la chiave di lettura della realtà urbana; tale approccio rivela un processo metabolico industriale che, pur aspirando alla piena “digestione” di quanto è artificiale, si dimostra incompleto. La natura, infatti, non riesce ad assimilare del tutto i resti urbani, creando degli ibridi tra elementi organici e inorganici.

All’ingresso della galleria, sei sculture serpentiformi, in granito e terra rossa, dal titolo City Body (1-6)(2025), si ergono a grandezza naturale dominando lo spazio centrale. La loro forma apparentemente organica cela resti di detriti urbani, come cucchiaini d’argento, fili incrostati e detriti: incapace di metabolizzare totalmente gli effetti dell’industrializzazione, la natura incorpora ma “rigetta” questi materiali, continuando a percepirli come corpi estranei.

La continua tensione e interconnessione tra naturale e artificiale è enfatizzata dalla compresenza tra forme regolari e lineari e forme più morbide e irregolari. Lo scheletro e i rami della scultura bronzea Unit (2025), ad esempio, richiamano sia la geometrica planimetria delle città, sia l’apparato respiratorio del corpo umano, in contrasto con le forme irregolari degli svariati oggetti bronzei scolpiti all’estremità dei rami. La contaminazione di queste forme continua nell’opera 1995 (1 e 2)(2025), che raffigurano le pagine di un elenco telefonico.

La visiva corrispondenza tra nome e numero diviene metafora di un sistema geometrico fatto di connessioni già strutturate, delimitate e definite. Ad alterare la metaforica connettività strutturale è la presenza di elementi organici, i funghi, materiale ricorrente nella pratica dell’artista. L’intreccio di filamenti, lasciato crescere in maniera spontanea e incontrollata, si insinua nelle pagine dell’elenco telefonico, scardinando visivamente questi sistemi grazie al carattere imprevedibile della crescita naturale.

Le sculture di Loderer rivelano l’inadeguatezza dell’uomo nel trovare un equilibrio tra naturale e artificiale, evidenziando il peso e le responsabilità delle azioni umane: l’ambiente è irreparabilmente alterato dai processi industriali di produzione e scarto propri dell’Antropocene. City Body invita lo spettatore ad un uso più consapevole delle risorse, rappresentando la fusione di elementi naturali e innaturali in un’unica entità corporea, della quale è più che mai necessario prendersi cura.

info: sophietappeiner.com