Al Mattatoio di Roma le ricerche espressive di otto artisti

Attraverso un processo di scomposizione linguistica, la collettiva riflette sull'uso della parola rimodulata in forma artistica

Maria Adele Del Vecchio, Giorgia Errera, Teresa Gargiulo, Goldschmied & Chiari, Micaela Lattanzio, Numero Cromatico, Santiago Sierra, Catalina Swinburn sono gli otto artisti che, attraverso l’indagine di diversi medium espressivi – dalla scultura alla fotografia, dall’installazione al video – esplorano le sfumature artistiche del concetto di parola.

Aperta al pubblico dal 6 marzo al 6 aprile 2025, la mostra dal titolo Exprimo curata da Chiara Nicolino e ospitata presso la Galleria delle vasche de La Pelanda del Mattatoio, raccoglie una selezione di opere volte ad immergere l’osservatore in un atmosfera di spaesamento rispetto ai canoni convenzionali dell’espressione, costruendo dei linguaggi a volte più espliciti e a volte trasversali. Il percorso espositivo ci guida tra una serie di lavori differenti tra loro per genere e materia, invitandoci a ragionare per entrare in connessione con quello che gli otto artisti vogliono premere fuori, far scaturire da dentro – exprimere.

Gli artisti in mostra

Giorgia Errera presenta due serie di lavori: la serie Untitled (no ctrl) ha per oggetto dei pulsanti di una tastiera informatica posizionati a comporre delle parole eteroletterali, ossia composte da lettere tutte diverse fra di loro; Maria Adelaide Del Vecchio utilizza la parola, nella sua natura linguistica prima ancora che segnica, sottolineando l’impossibilità di rinunciare ad essa, così come alla sua negazione, evidenziando quanto il linguaggio sia uno strumento di libertà e identificazione culturale, politica e sociale. 

Secret eyes only e il video Stay Behind di Goldschmied & Chiari appartengono alla serie Family Jewels, che riprende il nome da un famoso documento della CIA che raccoglieva attività̀ illecite tenute nascoste al pubblico tra gli anni ’50 e metà anni ’70, centinaia di pagine di atti desecretati dopo lo scandalo Watergate. L’opera video di Catalina Swinburn ritrae l’artista concentrata sulla tessitura incurante del forte vento che soffia su ciò che sta creando: si tratta delle schede del referendum nazionale cileno del 2020, chiamato a cambiare la Costituzione del paese. Con il video Palabra Destruida (Destroyed World) Santiago Serra evidenzia la forza delle parole rompendo i confini definiti del linguaggio e imprimendo il potere dell’immagine sulla parola o coinvolgendola in diversi tipi di azione.

Teresa Gargiulo considera il linguaggio e il potere evocativo della parola come punti di partenza per indagare ciò che la circonda. Micaela Lattanzio pone il linguaggio come un filo conduttore intimamente connesso a una riflessione filosofica sulla condizione contemporanea dell’esistenza. A conclusione dell’esposizione si trova una grande installazione della serie Tulipani – intrecci visivi tra testo e immagine – composta da tessere libere di muoversi, create con l’ausilio di algoritmi e intelligenze artificiali, del collettivo romano Numero Cromatico.