Una lettera dal passato, dall’antico Egitto, che giunge nei tempi moderni ancora intatta, reinterpretata da Etro per la collezione FW25. Il direttore creativo Marco De Vincenzo spiega di aver ripreso il mito egizio del dio Ra, le cui lacrime, toccando terra, sarebbero mutate in migliaia di api in volo. Un alveare di api, accompagnato da altri esemplari di insetti, popolano la venue dello show che porta la firma del collettivo artistico Numero Cromatico, autore di un sipario lungo 60 metri che delimita il percorso della sfilata, riproducendo un bestiario, un tracciato evolutivo di zoologia.


L’opera, che ricorda le pitture rupestri, si intesse con la foresta verdastra, a tratti giallastra, di peasley stampato su abiti e gonne in lana spazzolata e sete leggere, che si cuciono su corpi alieni. La collezione riflette proprio su alcune teorie creazioniste, dal linguaggio come virus secondo William Burroghs, alla discendenza aliena. Quegli stessi alieni finisco per essere intrappolati nei macro gioielli, come le api nell’ambra, e come l’immaginazione di De Vincenzo, appassionato di metafisica e anatomia, che collabora con l’artista coreana Maria Jeon per ridefinire l’estetica contemporanea. «La nostra origine è un quesito storico che trova risposta solo nell’immaginazione» afferma il creativo al termine dello show, invitando il pubblico a superare lo stato fisico della materia divenendo fluidi come il tempo, capace di spaziare in epoche lontane, al fine di indagare le origini del creato.


A questo si aggiungono le teorie, metodologie e tecnologie che sperimenta Numero Cromatico costruendo visivamente un ponte di congiunzione tra antico e contemporaneo con l’opera principale, dove le tinte sature seguono l’oscillazione della tenda. Nei cromatismi di questa terra immaginaria, dove la giungla incontra il deserto, in un contrasto tra fertile ed arido, nasce l’umanità, ovvero «l’incontro di più nature», come spiega Maria Jeon, che associa i paesaggi alla scelta delle tinte per la collezione, «un habitat unico per qualsiasi essere, dove l’uomo conosce nuovi esemplari». Le scelte creative si incontrano con quelle artistiche dove tutto assume una forma ragionata, analitica, che scorpora l’emozione ed approfondisce lo stato tangibile, sia per quanto riguarda la femminilità che per quanto concerne la collezione. Bolle e ribolle così un magma che cola alle pendici dell’Eden, travolgendo gli eccessi, per riportare l’uomo ad uno stato primario.





