La celebre poltrona Dezza che Gio Ponti aveva disegnato nel 1965 ha oggi un nuovo volto. Nell’anniversario dei suoi sessant’anni, l’icona di design prodotta per Poltrone Frau si riveste con un altro simbolo visivo impiegato nella linea espressiva dell’architetto: la mano. Negli anni Venti Ponti inventava infatti la mano di ceramica, omaggio alla pratica di artigiani e artisti che proprio con le mani progettano e comunicano. Le immagini delle 26 mani realizzate dall’architetto rivestono ora la poltrona Dezza, celebrando non solo la storia di un’icona senza tempo, ma di un’intera linea espressiva in un’edizione limitata di 60 pezzi.


Le mani disegnate da Gio Ponti rivestono la poltrona Dezza
Le mani di ceramica inventate da Gio Ponti sono ancora prodotte da Richard Ginori. Le 26 esistenti rivestono la celebre poltrona Dezza nel suo sessantesimo anniversario. Nell’edizione limitata della poltrona, anch’essa prodotta senza sosta dal 1965, le linee moderniste e al tempo stesso il profilo morbido si uniscono ai disegni delle mani che Ponti aveva immaginato nelle diverse posizioni e funzioni. Chiudente, trafitta e guantata che sia, la mano è riproposta nelle sue varie forme sul rivestimento della poltrona Dezza.
Essendo un’edizione limitata a 60 pezzi, l’azienda produttrice ne ha reso riconoscibili gli esemplari applicando su ciascuno di essi una targa, ma anche attraverso la scelta del pattern delle mani. I colori con cui sono rappresentate – dal panna all’iris – si ispirano a quelli scelti dall’architetto per il suo Hotel Parco dei Principi di Sorrento.





