Eravamo a Biella nell’incontro degli Ambasciatori del Terzo Paradiso, abbiamo iniziato a lamentare il fatto che il numero di guerre nel mondo in quel momento fosse ben più alto rispetto ai “principali” conflitti riportati quotidianamente dai media e alla fine della discussione su come replicare a una qualsiasi forma di confronto (personale, professionale, politico, economico, sociale, di “potere contro potere”), Michelangelo Pistoletto ha concluso che la miglior soluzione, per non dire l’unica, fosse la PACE PREVENTIVA.

Sono passati due anni, “il rischio catastrofe mondiale” sta diventando sempre più alto, basta vedere la attuale situazione geopolitica, il crescente predominio del dio denaro, unico elemento che muove economia, società e governi, le cui iniziali per combinazione sono E S G.
Le tre lettere che per tutti questi anni abbiamo avuto come principale obiettivo nella nostra vita professionale e personale: Environment, Social, Governance. I tre pilastri alla base della sostenibilità, “codificati” nei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che le Nazioni Unite pubblicano nel 2015, diffusi da tutti noi Ambasciatori del Terzo Paradiso, ancor prima del 2015, grazie al simbolo creato da Michelangelo.
Dove stiamo oggi?
È uscita in anteprima la notizia che la Gorbachev Foundation ha presentato la candidatura di Michelangelo al Premio Nobel per la Pace 2025, che sarebbe già stata accolta dal Comitato per le nomine a Oslo.
L’annuncio ufficiale verrà dato a Piacenza il 21.2.2025 (esattamente tre anni dopo il suo primo manoscritto diffuso sui social in materia di pace preventiva), in occasione dell’evento “Dal buio alla luce. Arte e musica per la vita”.
Questo è un grande segnale di speranza, a conferma del fatto che il pensiero di Michelangelo e il suo progetto artistico universale del Terzo Paradiso che stiamo portando avanti tutti insieme, giorno per giorno, hanno ancora un valore e un significato fondamentali, specie di questi tempi.
Facciamo in modo che la candidatura di Michelangelo sia un nuovo inizio, o meglio una Rebirth all’insegna della pace che prevenga ogni forma di conflitto, citando quanto oggi ha commentato in un’intervista al Corriere della Sera:
“La pace non viene dopo una guerra. Ma prima. Mentre noi parliamo di pace, stanno già preparando la guerra che verrà”.



