Il Decreto Cultura è legge, «boccata d’ossigeno per la cultura»

Con 80 sì via libera al Decreto Cultura al Senato: investimenti dedicati alle periferie, sostegno all'editoria e cooperazione con l'Africa

Con 80 voti favorevoli, 61 contrari e un astenuto l’aula del Senato il 19 febbraio ha approvato definitivamente il decreto Cultura che ora è legge. Tra i vari punti approvati, il decreto affida al ministro della Cultura Alessandro Giuli il Piano Olivetti per la cultura, che favorisce la rigenerazione culturale delle periferie, delle aeree interne e svantaggiate, valorizza le biblioteche, l’editoria libraria, gli archivi e gli istituti storici e culturali.

Queste le parole del ministro appena intercettato dai cronisti: «È stato un risultato molto bello, molto promettente: intanto ci sarà una grandissima boccata d’ossigeno per tutta la filiera dell’editoria, e soprattutto ci siamo dati degli strumenti triennali, quindi a scadenza, per intervenire sia sul territorio con il Piano Olivetti, sulle aree interne, spopolate, sulle periferie, sia per concentrare gli sforzi di diplomazia culturale con l’area del Mediterraneo e del Mediterraneo allargato», favorendo così la promozione e il dialogo tra enti e istituzioni culturali italiani e quelli degli Stati africani oltre allo sviluppo di nuove forme di partenariati pubblici-privati per valorizzare il patrimonio culturale africano.

Ad essere inseriti nel Piano inoltre, ulteriori riferimenti alla cultura del movimento, alla promozione dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, alla promozione della digitalizzazione del patrimonio librario e dell’alfabetizzazione digitale, della produzione culturale e artistica giovanile, alla diffusione delle biblioteche scolastiche e delle librerie per bambini oltre al coinvolgimento del terzo settore nelle attività di rigenerazione culturale delle periferie.

Al fondo con una dotazione di 4 milioni di euro per il 2024 per sostenere l’apertura di nuove librerie da parte di giovani fino ai 35 anni, dando priorità alle zone svantaggiate e prive di realtà simili, si aggiunge un fondo di 24,8 milioni per il 2025 e di 5,2 milioni per il 2026 per l’acquisto di libri (anche in formato digitale) da parte delle biblioteche statali, enti territoriali e pubblici, al fine di sostenere la filiera dell’editoria libraria, anche digitale, nonché le librerie caratterizzate da lunga tradizione e interesse storico-artistico, le librerie di prossimità e quelle di qualità; ancora in via sperimentale, il fondo da ripartire con una dotazione di 10 milioni di euro per l’anno 2025, finalizzato ad ampliare l’offerta culturale dei quotidiani in formato cartaceo attraverso il potenziamento delle pagine dedicate alla cultura, allo spettacolo e al settore audiovisivo.