In occasione del Giubileo degli Artisti 2025, Papa Francesco ha esortato il mondo della cultura ad essere testimone di speranza e bellezza, «per dare voce a chi non a voce e trasformare il dolore in speranza». Nonostante infatti il recente ricovero al Gemelli, il Santo Padre ha fatto sentire la sua vicinanza agli artisti, attraverso un’intensa omelia letta dal Cardinale Tolentino de Mendonça alla Basilica di San Pietro, spronando gli operatori della cultura ad essere luce in un’esistenza che di luce ha sempre più bisogno.

Alludendo al potere trasformativo dell’arte e partendo dal Vangelo di Luca, il Santo Padre ha ricordato come «l’arte non è un lusso, ma una necessità dello spirito. Non è fuga, ma responsabilità, invito all’azione, richiamo, grido. Educare alla bellezza significa educare alla speranza. E la speranza non è mai scissa dal dramma dell’esistenza: attraversa la lotta quotidiana, le fatiche del vivere, le sfide di questo nostro tempo». In un’epoca di violenza su inermi, gli artisti devono «creare bellezza, ma di rivelare la verità, la bontà e la bellezza nascoste nelle pieghe della storia, di dare voce a chi non ha voce, di trasformare il dolore in speranza […] siamo pellegrini o erranti? Camminiamo con una meta o siamo dispersi nel vagare? L’artista è colui o colei che ha il compito di aiutare l’umanità a non perdere la direzione, a non smarrire l’orizzonte della speranza».

Una riflessione quanto mai attuale, in un mondo che della bellezza sembra essersi dimenticata, dopotutto «a che serve l’arte in un mondo ferito? Non ci sono forse cose più urgenti, più concrete, più necessarie?». In un’epoca che tende a riconoscere un valore intrinseco solo a ciò che è misurabile, la contemplazione della bellezza fine a se stessa, quella bellezza che salverà il mondo, ci ricorda che «viviamo in un’epoca in cui nuovi muri si alzano, in cui le differenze diventano pretesto per la divisione anziché occasione di arricchimento reciproco. Ma voi, uomini e donne di cultura, siete chiamati a costruire ponti, a creare spazi di incontro e dialogo, a illuminare le menti e a scaldare i cuori».


