È l’artista MP5 a firmare il manifesto del Premio strega 2025: svelato il 14 febbraio, non si tratta di una semplice immagine, ma di una potente dichiarazione visiva che celebra la letteratura come strumento di ribellione e autodeterminazione. Per questa edizione il prestigioso riconoscimento letterario italiano amplia il proprio raggio d’azione includendo, oltre alla narrativa italiana ed europea e alla poesia, anche la saggistica rafforzando così il suo ruolo di faro culturale.

Un manifesto tra arte, simbolismo e lotta
MP5, artista nata a Napoli e residente a Roma, è conosciuta per il suo stile visivo essenziale, estremamente espressivo e caratterizzato dall’uso incisivo del bianco e nero. MP5 realizza dalle illustrazioni alle animazioni utilizzando diversi supporti che spaziano dai murales alle installazioni. Il suo linguaggio artistico affonda le radici in un forte impegno politico e sociale con un’attenzione particolare alle tematiche legate al corpo, al genere e ai diritti civili. Il manifesto del Premio Strega 2025 sintetizza questa visione con straordinaria efficacia.
Ha così dichiarato l’artista: “La letteratura si fa voce e corpo, la strega reclama spazio e autodeterminazione in un sabba incantato dove corpi e parole si intrecciano e si agitano. Le definizioni sono superate, le sovrastrutture scardinate. Illuminata da un’eclissi, la metafora prende vita e riecheggia come un canto di rivolta”.

Il corpo, la ribellione e la letteratura come rito
Nel manifesto del Premio Strega 2025, MP5 incarna e amplifica il tema della ribellione e della riscrittura delle convenzioni. La figura della strega, storicamente marginalizzata e perseguitata, viene qui rivisitata come simbolo di autonomia e potere creativo. Il sabba rappresentato nell’opera non è solo un’immagine evocativa, ma un’affermazione di liberazione collettiva dove i corpi si intrecciano con le parole in un rito che sovverte e ridefinisce le narrazioni dominanti. Il tratto fluido e deciso dell’artista diventa veicolo di una visione critica che rompe schemi e ridefinisce il ruolo della letteratura come atto di resistenza e trasformazione.
Con questa potente immagine, il Premio Strega 2025 si apre a una nuova edizione che celebra la letteratura come strumento dinamico, capace di dar voce a nuove istanze e di ridisegnare il concetto stesso di narrazione. L’arte di MP5 segna dunque un punto di svolta, in cui la strega non è più un simbolo di esclusione, ma una figura che prende corpo, si fa azione e rivendica il proprio spazio nel panorama culturale contemporaneo.


La serie “Streghe d’autore”: un percorso visivo in evoluzione
L’opera di MP5 si inserisce all’interno della serie “Streghe d’autore”, un progetto avviato nel 2016 per celebrare i settant’anni del Premio Strega. Questo percorso artistico ha visto la partecipazione di importanti illustratori e artisti italiani, ciascuno con il proprio stile unico: Manuele Fior (2016), Franco Matticchio (2017), Riccardo Guasco (2018), Alessandro Baronciani (2019), Emiliano Ponzi (2020), Lorenzo Mattotti (2021), Olimpia Zagnoli (2022), Elisa Seitzinger (2023) e Andrea Tarella (2024). Con la sua opera, MP5 non solo si inserisce in questa tradizione, ma la rinnova, portando una prospettiva fortemente connotata dall’urgenza di una nuova narrazione del femminile, della ribellione e della libertà espressiva.

MP5: una carriera tra sperimentazione, impegno e attivismo
MP5, muovendosi tra il mondo accademico e quello dell’arte urbana e militante, ha costruito un percorso artistico che unisce scenografia, animazione e arti visive. Dopo aver studiato scenografia teatrale a Bologna e animazione alla Wimbledon School of Art di Londra, ha esposto le sue opere in prestigiosi musei e gallerie tra cui la Triennale di Milano, il MACRO e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il Centro Pecci di Prato, fino a spazi espositivi internazionali a Londra, Parigi e Taipei.
L’artista ha fatto dell’arte uno strumento di lotta e comunicazione realizzando murales e manifesti per movimenti politici e campagne globali come “Chime for Change” di Gucci (2018-2022). Ha collaborato con Michela Murgia e Chiara Tagliaferri per il progetto editoriale “Morgana”, che esplora figure femminili fuori dagli schemi. Ha inoltre firmato il manifesto del Salone del Libro di Torino 2019 e la copertina del libro “Corpi minori” di Jonathan Bazzi.
Dal 2021 ha avviato “Movimento Immagine”: si tratta di un progetto di ricerca che indaga le intersezioni tra arti visive e performance, in collaborazione con il coreografo Alessandro Sciarroni. Nel 2023 ha pubblicato “Corpus”, una monografia edita da Rizzoli Lizard che raccoglie e racconta anni della sua produzione, consolidando la sua posizione di artista di rilievo nel panorama contemporaneo.




