“L’Adorazione” di Caravaggio? Dipinta a Napoli secondo studi recenti

La scoperta archivistica di un giovane studioso, rivelerebbe che "L’adorazione dei pastori" conservata a Messina è stata in realtà dipinta a Napoli e non in Sicilia

Uno degli ultimi quadri di Caravaggio, tragicamente avvenuta nel 1610, sarebbe stato dipinto a Napoli e non in Sicilia: l’opera in questione è L’Adorazione dei pastori, risalente al 1609 e oggi esposto all’interno del museo regionale di Messina, che secondo le ultime scoperte fu dipinto a Napoli tra il 1609 e il 1610. Il soggetto iconografico dell’opera è il Bambino Gesù, avvolto in fasce e sorretto dalla Vergine Maria, mentre un gruppo di pastori lo contempla con reverenza. Il merito della rivelazione invece, è di uno studioso napoletano, Vincenzo Sorrentino curatore delle collezioni di pittura e scultura del XVII secolo di Capodimonte, che ha rinvenuto nell’Archivio Storico del Banco di Napoli tre pagamenti finora sconosciuti che fanno luce sulle commissioni ricevute dal Merisi all’inizio del suo secondo soggiorno napoletano.

Questi documenti hanno permesso ulteriori precisazioni sulle opere e sui committenti degli ultimi mesi di vita del pittore, confermando il suo grande successo nell’ambiente partenopeo. In particolare la ricevuta per l’Adorazione, emessa dal tesoro del Capuccino, attesta che il pagamento fu inviato proprio a Napoli, città in cui l’artista visse in due periodi distinti, compreso l’ultimo anno della sua vita, durante il suo esilio a seguito dell’omicidio di Ranuccio Tomassoni.

La tesi dello storico dell’arte è minuziosamente raccontata in lungo articolo pubblicato a fine gennaio sulla prestigiosa rivista di arte Paragone e il lavoro inoltre, sarà oggetto anche di una prossima mostra nella stesso Museo e Real Bosco di Capodimonte. «Credo che il dipinto sia stato realizzato a Napoli e poi spedito a Messina, probabilmente via mare – afferma lo studioso – «Ciò è significativo perché i suoi primi seguaci napoletani avrebbero potuto ammirare il quadro senza dover viaggiare, assimilando così elementi iconografici che si ritrovano nelle loro opere».

Influenze caravaggesche a Napoli

Secondo questi ultimi studi, gli anni dell’artista nella città partenopea sono stati ancora più prolifici e influenti di quanto ipotizzato prima. Esempio di queste influenze è evidente nelle tele del pittore napoletano Giovanni Battista Caracciolo, “scoperto” da Roberto Longhi nel 1915 e considerato – insieme a Carlo Sellitto (morto prematuramente) – tra i primi artisti partenopei a recepire la grande portata rivoluzionaria del Merisi. Notevoli le somiglianze con l’arte caravaggesca, sopratutto per ciò che riguarda la rappresentazione delle Madonne: dall’estremo realismo con cui descrive le fisionomie popolari, ai particolari anatomici del corpo, sino ai decisi i contrasti di luminosità.