Brancusi: scolpire il volo. Le opere dell’artista nelle Uccelliere Farnesiane

Le opere dell’artista rumeno per la prima volta a Roma grazie a una collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi

Il Parco archeologico del Colosseo presenta dal 13 febbraio all’11 maggio, nelle Uccelliere Farnesiane, la mostra Brancusi: scolpire il volo. In co-organizzazione con il Centre National d’art et de la culture Georges Pompidou di Parigi, l’esposizione porta per la prima volta a Roma la selezione di opere dell’artista rumeno (naturalizzato francese)

Gli uccelli per l’artista diventano messaggeri di sacralità e simbolo della connessione tra terra e cielo. Con l’intento di rendere visibile attraverso il segno la volontà d’infinito insita nell’essere umano, diventano terreno di ricerca. Brancusi cercava di esprimere concetti profondi attraverso forme semplificate e ridotte all’essenza per evocare l’infinito e il trascendente. Le sue opere riflettono una continua ricerca della purezza e dell’essenzialità, in un tentativo di rendere visibili, attraverso la scultura, le idee astratte come il movimento, l’infinito e il divino.

L’allestimento della mostra

L’allestimento, articolandosi in due sezioni distinte, è curato da Alfonsina RussoPhilippe-Alain MichaudMaria Laura Cavaliere e Daniele Fortuna in una esposizione che tenta di esplorare il tema ricorrente nella produzione di Brancusi: il bestiario degli uccelli. La prima sezione, dedicata alla scultura, vuole evidenziare come Brancusi abbia rivoluzionato il gesto artistico con la semplificazione delle forme e l’intaglio diretto della materia per arrivare all’essenza dell’animale.

Nella seconda sezione è presente un focus sulla fotografia e sul cinema. Brancusi si è dedicato a questi due linguaggi negli anni ’20 e ’30, non solo per documentare le sue opere scultoree, ma anche per enfatizzarne le qualità plastiche.

L’importanza di Brancusi

L’artista nasce in Romania il 19 febbraio 1876 nel villaggio rurale di Hobita, un luogo caratterizzato da un forte legame con le tradizioni e l’arte popolare. Questo ambiente ha influenzato profondamente la sua sensibilità artistica, radicando in lui l’interesse per la semplicità e la purezza delle forme.

Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti di Bucarest, nel 1904, all’età di 28 anni, si trasferisce a Parigi. Qui entra in contatto con alcuni dei più importanti scultori dell’epoca, tra cui Auguste Rodin e Medardo Rosso, i cui lavori lo ispirano profondamente. Tuttavia, dopo un breve periodo nello studio di Rodin, inizia la sua ricerca personale volta a superare il realismo e il dettaglio narrativo per concentrarsi sull’essenza delle forme.

Nel corso degli anni, Brancusi sviluppa un linguaggio scultoreo unico, basato su una radicale semplificazione delle forme e su una continua ricerca di purezza ed equilibrio. La sua ispirazione attinge tanto all’arte primitiva quanto alla scultura classica, portandolo a elaborare un’estetica che trascende il tempo e lo spazio. Non si limita a scolpire la materia, ma la trasforma in un veicolo di significati profondi: le superfici lisce e levigate delle sue opere riflettono la luce in modo da enfatizzarne la leggerezza e il senso di infinito.

Negli ultimi anni della sua vita, Brancusi ottiene la cittadinanza francese e nel 1956, poco prima della sua morte avvenuta il 16 marzo 1957, dona il suo studio e tutte le sue opere allo Stato francese. Oggi è considerato uno dei più importanti scultori dell’età moderna, un pioniere che ha anticipato e influenzato molte correnti artistiche.