Sono in vista cambiamenti importanti per il Brooklyn Museum, che per lo stesso anno in cui celebra il proprio duecentesimo anniversario ha annunciato, venerdì 8 febbraio, un piano di tagli drastici per affrontare un deficit di bilancio di quasi 10 milioni di dollari. Lo ha fatto sapere il New York Times, che nel rendere nota la lettera per lo staff della direttrice Anne Pasternak ha confermato la riduzione del 10% della forza lavoro e del palinsesto delle iniziative.
Un bilancio insostenibile
“Non possiamo continuare a operare con un deficit in aumento. Nessuna istituzione può sopravvivere così”, ha dichiarato la direttrice Pasternak. Il museo, come si legge nella lettera divulgata dal New York Times, sta “affrontando forti venti contrari: l’inflazione ha avuto un impatto drammatico sul nostro budget operativo, aggiungendo milioni di dollari ai costi quotidiani e superando i finanziamenti”. In più, le pressioni sono state “ulteriormente aggravate dalla lenta ripresa delle presenze post-pandemia in tutto il campo”.

Insomma, la crisi sembra dovuta sì all’inflazione, ma anche al calo dell’affluenza registrata nel più ampio scenario pandemico, che ha ridotto gli introiti. Pure se in ripresa rispetto agli anni scorsi, le spese del museo stanno ancora superando i ricavi, anche a fronte di un aumento della retribuzione totale per i dipendenti, come riporta il New York Times, di 17 milioni di dollari negli ultimi 10 anni. “In parole più semplici – prosegue – le nostre spese sono cresciute più rapidamente delle nostre entrate”: una situazione simile “richiede modifiche al nostro programma, alle nostre operazioni e alle dimensioni del nostro team, per aiutare a impostare il percorso per una sostenibilità a lungo termine”. Come spiega la lettera, “gli stipendi rappresentano la nostra voce di bilancio operativa più importante, circa il 70% del nostro budget operativo”, perciò “un riallineamento finanziario richiede purtroppo delle riduzioni nel nostro team”.
Cosa succede al Brooklyn Museum
Saranno circa 40 i posti di lavoro – all’inizio si temeva per 60 – che saranno tagliati nello staff del Brooklyn Museum. Il numero esatto verrà però reso noto dopo le trattative con il sindacato Local 1502, il cui presidente Wilson Souffrant ha dichiarato al New York Times lo sconcerto provocato «da questa scelta e dalle sue implicazioni per il nostro personale». Questi saranno i primi tagli importanti dell’istituzione dal 2020, quando ha licenziato quasi 30 lavoratori all’inizio della pandemia. I licenziamenti riguarderanno tra il 10% e il 13% della forza lavoro attuale, mentre Pasternak ha confermato che anche i dirigenti senior vedranno il proprio salario ridotto tra il 10% e il 20%.

Il piano di tagli sul fronte dei posti di lavoro, che ha l’obiettivo di alleviare la pressione di un deficit finanziario che dovrebbe raggiungere i 10 milioni di dollari entro la fine dell’anno fiscale a giugno, sarà accompagnato da un programma di contenimento delle spese. Il Brooklyn Museum, pure nell’anno del proprio duecentesimo anniversario, ridurrà infatti il numero di mostre annuali da circa dodici a nove, oltre a limitare gli eventi serali infrasettimanali. Si punterà quindi maggiormente sulle iniziative da programmare nel fine settimana, in grado di aumentare l’affluenza.


