“Compagna cuculo”, l’immersione nella poetica di Feuchtenberger

Al Goethe-Institut di Roma in mostra oltre 40 tavole originali della più rilevante autrice del fumetto tedesco

Magia, natura e storia si incontrano (per poi fondersi) nell’arte di Anke Feuchtenberger, berlinese classe 1963, il cui graphic novel Compagna cuculo – “Un animale tedesco nella foresta tedesca” – edito in Italia da Coconino Press e Fandango, diventa una mostra aperta al pubblico fino al 31 marzo. Presso il Goethe-Institut di Roma, nella cornice del KunstRaum Goethe, sono esposte oltre 40 tavole originali dell’opera caposaldo del fumetto europeo. Parliamo di un romanzo di formazione, d’impatto e visionario, sull’infanzia complessa di due bimbe, Kerstin ed Effi, cresciute nella Germania Est degli anni Sessanta tra le macerie del dopoguerra e l’oscuro incedere del nuovo regime comunista («ogni infanzia è difficile, i bambini crescono, devono svilupparsi e non è semplice», spiega l’autrice ed artista più influente del fumetto tedesco, punto cardine nel panorama europeo e internazionale).

Una vicenda che abbraccia un periodo di trent’anni, approdando al crollo del Muro di Berlino (9 novembre 1989) nonché al capolinea della cortina di ferro. Ci sono voluti circa tredici anni per realizzare un graphic novel di tale spessore fisico ed emotivo: disegnato in modo superbo – e la personale al Goethe-Institut ne è un’ulteriore conferma, ponendo il visitatore di fronte alla rottura della quarta parete – dove un universo dalle sembianze di fiaba nuda e cruda s’intreccia, indissolubilmente, a quello del realismo socialista; l’arte inscindibile dall’impegno sociale e politico plasma qualcosa non etichettabile, rifuggendo qualsivoglia perimetro razionale.

Il ricordo e il sogno flirtano con ammiccanti metafore visive, tratteggiando un’opera complessa, che non chiede (né ammette) un approccio superficiale, poiché frutto di un complesso e costante scavo interiore e di memoria (che lo psicologo Frederic Bartlett definisce «uno sforzo verso il significato»); una ricerca dell’artista e fumettista sulle forme del disegno, che poi declina – nero su bianco – sviscerando temi complessi e per nulla confortanti: l’affettività negata e la violenza del reale vengono poste su una bilancia che, per mantenere un precario equilibrio, restituisce una sottile ironia e l’immagine di un amore quasi ascetico di Feuchtenberger – dal 2008 al 2015 ha diretto con Stefano Ricci la casa editrice “Mamiverlag” – per la natura e la sua potenza (come scriveva il poeta e naturalista John Burroughs: «Muovo verso la natura per essere cullato e guarito, e avere i miei sensi messi in ordine»).

Sfogliando il curriculum di Feuchtenberger – definita dal quotidiano tedesco Tagesspiegel “un’artista che ha plasmato il fumetto d’avanguardia come nessun altro negli ultimi decenni” – emerge tutta la poliedricità del suo (rigoroso) estro creativo: dai fumetti (nel 2021 è stata insignita del “Max und Moritz” alla carriera, il più importante riconoscimento per il fumetto di lingua tedesca) ai dipinti, dalle illustrazioni ai costumi, dai poster alle marionette. Una mole impressionante di lavoro che ha influenzato generazioni di disegnatori. Tradotto in italiano da Mariagiorgia Ulbar per la casa editrice fondata da Igort e Carlo Barbieri, “Compagna cuculo” (cartonato, bianco e nero, 438 pagine, 35 euro) – il cui titolo originale è “Genossin Kuckuck” – «rappresenta un’autobiografia, ma anche una cosa totalmente inventata», ammette Feuchtenberger. Quindi l’artista visiva – laureatasi all’Accademia di Berlino, insegna dal 1997 all’Università di scienze applicate di Amburgo, che è divenuta grazie a lei il cuore pulsante dell’avanguardia fumettistica tedesca – aggiunge: «Tante persone della Germania dell’Est ci si sono riconosciute, e alcuni uomini mi hanno detto di aver pianto quando hanno letto il graphic novel».

Un’indagine ipnotica, la sua, che trasla i generi e le categorie espressive. Perché la condizione femminile, l’infanzia vilipesa, la vessazione politica chiedono – a gran voce – di essere ascoltate. “Compagna cuculo” è dunque un racconto denso e oscuro, al di là di ogni linearità narrativa. Tra sussurri e grida, luci e ombre, incontri ed attese che si rincorrono. Proprio come scrive Feuchtenberger sulla quarta di copertina: «Ogni volta che passo sotto un ponte, dentro il quale il sole scompare, sento uno struggimento bruciante. E spesso penso che dev’essere qui. Che è qui che mi aspetti».

Goethe-Insitut
Coconino Press