Sono trascorsi pochi giorni dalla bufera giudiziaria che ha coinvolto Stefano Boeri, Cino Zucchi e Pier Paolo Tamburelli, indagati per turbativa d’asta nell’inchiesta sul concorso di progettazione internazionale per la realizzazione della nuova Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che dovrebbe sorgere entro il 2026 nella zona di Porta Vittoria a Milano. Ma per l’archistar i guai non si fermano qui, perché Stefano Boeri è stato rinviato a giudizio per il progetto Bosconavigli, “gemello” del Bosco Verticale di Isola in costruzione a San Cristoforo, nel sud-ovest meneghino.
Le ipotesi degli inquirenti
Per il progetto Bosconavigli Stefano Boeri andrà a processo. Le accuse formulate dai pubblici ministeri Paolo Filippini e Mauro Clerici con l’aggiunta Tiziana Siciliano sono di lottizzazione abusiva e abuso edilizio e riguardano, oltre all’architetto milanese, altri sei professionisti, tra cui anche due dirigenti comunali, Alberto Viaroli e Giovanni Oggioni.

L’inchiesta, partita nel febbraio 2024, ha acceso i riflettori sul progetto Bosconavigli, curato proprio dall’archistar. Secondo la consulenza disposta dalla Procura di Milano, questo sarebbe stato approvato in assenza di un piano attuativo, previsto per gli edifici che superino il limite di altezza di 25 metri imposto dalla legge. Il mancato passaggio avrebbe causato al Comune di Milano un danno economico superiore ai 5 milioni di euro. Secondo l’accusa, ad avallarlo sarebbe stata l’approvazione del permesso di costruire convenzionato siglato dal Marco Nolli, presidente della società costruttrice Milano 5.0, e il dirigente comunale Viaroli, responsabile dell’Unità convenzionamenti. Il processo comincerà a fine settembre 2025, ma ancora non è stata fissata la prima udienza.
Boeri: il progetto incriminato
Conta un investimento complessivo da circa 60 milioni di euro il progetto Bosconavigli. Curato dall’archistar, punta a trasformare l’ex scalo ferroviario San Cristoforo in un edificio di lusso di 14 piani rivestiti di vegetazione. Puntando a costituire un “gemello” del Bosco Verticale di Isola, l’edificio consisterebbe in un complesso residenziale con un’area di oltre ottomila metri quadri e un’altezza di oltre 40 metri, comprendendo ben 90 appartamenti.


Il rinvio a giudizio è arrivato nella stessa settimana dell’altro guaio giudiziario dell’archistar, per cui sono stati richiesti i domiciliari dalla Procura di Milano con gli altri architetti Cino Zucchi e Pier Paolo Tamburelli per il progetto Beic. «Mi auguro che tutto ciò non porti a conseguenze per loro e quindi anche a problematiche che in qualche parte coinvolgono la città – ha dichiarato il sindaco Sala a SkyTg24 il 29 gennaio – la Beic è un progetto che si attendeva da 40 anni, finanziato dal Pnrr, è importante per Milano».


