Anche la Luna tra i siti da salvare del World Monuments Fund

Per il Wmf, il satellite terrestre è minacciato dal turismo spaziale. Accanto alla Luna, tra i 25 siti sotto osservazione c'è anche Gaza

Sono i luoghi colpiti dalle guerre a finire sotto i riflettori del World Monuments Fund, che ha inserito nelle liste 2025 dei siti da salvare il patrimonio artistico e architettonico di Gaza e dell’Ucraina. Tra i 25 luoghi sotto osservazione o monumenti in pericolo c’è stavolta anche la Luna, dove circa 90 siti hanno richiamato l’attenzione del Wmf a causa delle minacce subite dalle esplorazioni e dal turismo spaziale.

La Luna a rischio

Sono i veicoli privati a rappresentare una minaccia per il satellite terrestre. «La Luna sembra fuori dai nostri obiettivi. Ma con gli esseri umani che sempre più si avventurano nello spazio, pensiamo che sia il momento giusto per organizzarci». Lo ha detto la presidente e Ceo del World Monuments Fund Bénédicte de Montlaur, che ha annunciato l’inclusione del satellite nelle liste 2025 proprio negli stessi giorni in cui un razzo della Space X di Elon Musk e il New Glenn di Jeff Bezos sono andati in orbita.

Anche i governi intenzionati a esplorare la Luna e a sfruttarne le risorse rappresentano, come gli operatori privati, una minaccia per il satellite terrestre. Risalgono infatti al 2020 gli Accordi Artemis, firmati dagli USA e altri 51 Paesi, nei quali è elencata una serie di norme non vincolanti per l’esplorazione dei siti lunari. Di fronte alla corsa dei governi e dei tycoon verso il satellite terrestre il Wmf ha deciso di inserire quest’ultimo nella lista dei luoghi a rischio, soprattutto in previsione del turismo privato che comincerà a prendere piede nel tempo. «La Luna non appartiene a nessuno. Ma è un simbolo di speranza e del futuro», ha infatti affermato de Montlaur. Il vicepresidente dei programmi del Wmf Jonathan Bell ha invece avvertito che «non è lontano il giorno in cui ci saranno visite turistiche sulla Luna e mettere il satellite in lista è una magnifica opportunità di far conoscere il bisogno e il valore di conservarla».

Da Gaza a Kiev: gli altri siti da salvare per il Wmf

A richiamare l’attenzione dell’organizzazione è stato il territorio martoriato di Gaza, entrata nella lista del Wmf. «Una porta tra Asia e Africa, la Striscia è stata crocevia di culture dai tempi del Neolitico ma ora, sulla scia del conflitto del 7 ottobre 2023, la sua eredità archeologica e architettonica ha sofferto danni e distruzioni senza precedenti», hanno spiegato dall’organizzazione. Inclusi nell’elenco anche la Casa dell’Insegnante a Kiev, colpita e danneggiata da un missile russo, le coste minacciate dall’erosione in Kenya, i 66 fari del Maine e le Assembly Rooms di Belfast in Irlanda del Nord, che gli attivisti vorrebbero trasformare in un Museo dei Conflitti e della Pace.

info per la lista completa: wmf.org