Cecco Bonanotte, il poeta della forma, dona cinque opere alla GNAM
Il 14 gennaio un evento al museo romano per presentare l'importante donazione. Così la GNAM si riconferma una realtà di scambio attivo
lunedì 13 Gennaio 2025
Lavinia Peruzzi
“Poeta della forma”, “maestro della scultura figurativa”: così Cecco Bonanotte, scultore marchigiano tra i più importanti del panorama italiano contemporaneo, è noto al mondo dell’arte. Con alle spalle una lunga carriera di respiro internazionale e numerosi riconoscimenti, come il prestigioso Premio Imperiale di cui è stato insignito nel 2012, Bonanotte apre il 2025 con un’importante donazione di alcuni suoi lavori alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. L’occasione rappresenta non solo un momento celebrativo dell’opera dell’artista marchigiano, particolarmente apprezzato nel Sol Levante, ma anche un arricchimento per la collezione del museo capitolino. Mostrando la propria indole relazionale, la GNAM si pone infatti come interlocutore e realtà di scambio con i grandi esempi della comunità artistica nazionale e internazionale.
La donazione di Cecco Bonanotte alla GNAM
Saranno quattro sequenze polimateriche appartenenti al ciclo Teatro dei ricordi, risalenti al 2014, e la serie completa dei disegni preparatori eseguiti nel 2001 per l’illustrazione della Divina Commedia le opere che Cecco Bonanotte donerà alla GNAM. Pronti a entrare nella collezione del museo d’arte contemporanea romano, i lavori saranno presentati proprio alla Galleria il 14 gennaio 2025 alle ore 17. Oltre a celebrare la donazione, l’evento costituirà anche l’occasione per omaggiare un maestro della scultura italiano, a cui a Tokyo è stato dedicato un intero spazio espositivo, il Cecco Bonanotte Museum, aperto nel 2023. All’evento interverranno la direttrice della GNAM Renata Cristina Mazzantini, Francesco Di Nitto. Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani e Micol Forti, direttrice della Collezione d’Arte Contemporanea dei Musei Vaticani.
Il “poeta della forma”: tra scultura e disegno
Accostatosi ai materiali che ne scandiranno il percorso artistico fin da giovane, Cecco Bonanotte (Porto Recanati, 1942) studia scultura all’Accademia di Belle Arti di Roma, per poi accostarsi, grazie a una borsa di studio in Romania, all’opera di Costantin Brancusi. Il suo talento è riconosciuto già al tempo degli studi, durante il quale riceve il premio accademico per la scultura assegnato da una prestigiosa giuria, che contava al proprio interno nomi del calibro di Giorgio De Chirico, Pericle Fazzini e Giuseppe Ungaretti.
Dopo gli studi comincia un periodo di insegnamento nella sua stessa accademia di formazione e al Liceo Artistico di Roma, ma nel frattempo avvia il proprio studio in via Canova, attraverso il quale si inserisce nella scena artistica e culturale romana. Realizza la sua prima personale a 28 anni, nel 1971, alla galleria Schneider a Roma. In particolare, i suoi lavori vengono apprezzati dal gallerista giapponese Kimihiro Fuji, figura chiave per il successo di Bonanotte in Giappone. Negli anni successivi prosegue con la sua attività realizzando mostre in tutto il mondo, da Osaka a Tokyo, da Firenze a Vienna. Vince nel 1974 il concorso per le celebrazioni michelangiolesche realizzando l’opera Scultura polimaterica a Caprese Michelangelo nel Museo-Casa natale del Buonarroti, mentre negli anni successivi continua la propria attività artistica con esposizioni in tutto il mondo.
Numerose anche le commissioni realizzate, a partire dalla Scultura polimaterica del 1974, assegnatagli nel 1974 dopo la vittoria del concorso per le celebrazioni michelangiolesche. Tra gli altri lavori commissionati da enti e istituzioni figurano anche il Portale in bronzo per il nuovo ingresso dei Musei Vaticani, inaugurato da Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo del 2000, la scultura Colloquio realizzata nel 1988 per il nuovo Parlamento australiano a Canberra, per i 200 anni della nascita della nazione australiana e l’omonima statua posta a Palazzo Madama, del 1986. Tra i riconoscimenti ricevuti, invece, si conta il prestigioso Premio Imperiale 2012, il più importante premio d’arte esistente.