New York celebra l’arte di Christo e Jeanne-Claude

Per il ventesimo anniversario dell'installazione "The Gates", la sede espositiva The Shed ospiterà una mostra su Christo e Jeanne-Claude

Nel 2025 ricorrono i 20 anni dalla realizzazione di The Gates, l’installazione artistica che Christo e JeanneClaude hanno completato il 12 febbraio 2005 ed iniziato esattamente un anno prima. Per l’occasione, il prossimo febbraio, aprirà a New York un’esposizione con disegni e modelli dell’opera – che concretamente non esiste più – ed un’esperienza in realtà aumentata permetterà di riviverla ed esperirla. Christo and Jeanne-Claude: The Gates and Unrealized Projects for New York City è visitabile dal 12 febbraio al 23 marzo 2025 nella sede espositiva The Shed, centro culturale di Manhattan, ed è curata da Pascal Roulin, già curatore della esposizione L’Arc de Triomphe, Wrapped a Tokyo.

A completare la mostra, una mappa interattiva in realtà aumentata, realizzata da Dirt Empire e Pixels Pixels, che guiderà i visitatori alla scoperta del progetto, direttamente a Central Park, come se fosse febbraio 2005. Max Hodges, CEO di The Shed, ha dichiarato che «l’eredità di The Gates è profonda, avendo ispirato molti progetti di arte pubblica successivi e la mostra permette al pubblico, anche a chi non ne è familiare, di riflettere sull’opera e di trovarvi un significato nel mondo di oggi» e, come affermato dal presidente della Central Park Conservancy Betsy Smith «The Gates è stata un’opera memorabile di arte pubblica, valorizzata proprio dagli iconici paesaggi di Central Park».

The Gates, l’installazione di Christo e Jeanne-Claude: il rilancio dell’arte pubblica a livello globale

Sono 7.503 i cancelli in acciaio, per oltre 37 km di sentieri lungo tutto Central Park, e da cui pendeva un pannello di tessuto di nylon color zafferano intenso. L’installazione artistica si spira alle tradizioni delle tradizionali porte d’accesso giapponesi, i torii, solitamente costruiti all’ingresso dei santuari shintoisti o in prossimità di aree sacre: sono infatti migliaia i cancelli color vermiglio che costeggiano i sentieri del santuario Fushimi Inari a Kyoto e che simboleggiano un punto di confine fra l’umano e il divino.

L’installazione del duo fu accolta con reazioni contrastanti: se ad alcuni piacque l’opera perché illuminava il tetro paesaggio invernale e incoraggiava il traffico pedonale notturno a Central Park, altri la detestarono, accusando gli artisti di deturpare il paesaggio, mentre i ciclisti la consideravano come vero e proprio ostaggio e The Gates venne disinstallata poco dopo.

Perchè allora tanta fatica per un’arte così effimera? Perchè il tempo, nelle opere di Christo e Jeanne-Claude, è un fattore importantissimo nell’esperienza degli spettatori, ancora più dell’opera stessa: le emozioni che si provano per qualcosa che ha una fine sono completamente diverse rispetto ad un’opera permanente, che spesso non si apprezza mai fino in fondo, proprio perchè si ha sempre l’occasione di rivederla.