Primo episodio della collaborazione tra la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma e la Pinacoteca di Brera, mirata a valorizzare i rispettivi patrimoni artistici, la mostra dedicata a Mario Ceroli a Palazzo Citterio inaugura definitivamente l’ampliamento della Pinacoteca visibile al pubblico dall’8 dicembre. Nasce, indefinitiva, quella che Franco Russoli, visionario direttore della Pinacoteca di Brera dal 1957 alla sua scomparsa nel 1977, aveva denominato “La Grande Brera”.



La forza di sognare, mostra curata da Cesare Biasini Selvaggi e visitabile fino al 23 marzo 2025, ancora comprende 10 monumentali lavori inediti site-specific, eseguiti nell’ultimo anno dall’artista appositamente per lo spazio progettato da James Stirling negli anni Cinquanta, alcuni dei quali ultimati proprio a Palazzo Citterio. Tra gli artisti più sperimentali e nomadi della sua generazione, affermato autore della scena internazionale, Mario Ceroli (1938, Castel Frentano) ha realizzato installazioni-sculture, che come “attori” in mostra sperimentano sistemi di interazione con il pubblico dagli esiti imprevedibili, in base a strutture aperte, capaci di funzionare come nuove generatrici di significato. Nel contesto di Palazzo Citterio, Ceroli conferma il legno come materia archetipica d’elezione, e la scultura come sua complice primaria.

Formatosi nell’ambiente post-bellico dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Ceroli ha sviluppato un linguaggio artistico unico, con il legno come materiale principale. Prendendo le mosse, sia alla tradizione italiana che dao movimenti dell’Arte Povera e concettuale, ha trattato temi come identità, memoria e spiritualità, con un’estetica che unisce tradizione e innovazione. Per questa mostra, l’artista presenta dieci opere inedite, realizzate nell’ultimo anno, che intrecciano razionalità e immaginazione in una narrazione poetica e coinvolgente.
La storia di Palazzo Citterio
Sottoposto nel corso degli anni a differenti interventi di recupero, dagli anni Ottanta del Novecento in poi, il Palazzo ha visto alternarsi vari progetti con diversi stanziamenti di fondi da parte del Ministero: dal primo progetto di Giancarlo Ortelli e Edoardo Sianesi, alle ristrutturazioni che hanno portato alla creazione di sale come quella affidata nel 1986 dall’Associazione Amici di Brera all’architetto James Stirling, fino agli anni Duemila con la ridefinizione della sistemazione dei locali ipogei e la sistemazione degli spazi non edificati. Fino all’ultimo corposo finanziamento del 2012 con l’avvio dei lavori completati in una parte significativa nel 2018. Dopo il passaggio del Palazzo all’allora direttore di Brera James Bradburne la progettazione si è prorogata fino alla scadenza del suo mandato nell’ottobre 2023 mentre, nel frattempo, le opere del Novecento delle collezioni Jesi e Vitali, hanno trovato spazio nelle sale napoleoniche della Pinacoteca in speciali depositi a vista realizzati nel 2019 grazie al finanziamento della Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti.
«Abbiamo lavorato dal 15 gennaio scorso, giorno del mio insediamento, focalizzando la data del 7 dicembre – dichiara Angelo Crespi, direttore Generale della Pinacoteca di Brera, di Palazzo Citterio e della Biblioteca Braidense — Ci siamo dati il compito di concludere il cinquantennale percorso di Palazzo Citterio entro il 2024, perché crediamo che sia un atto doveroso, eticamente ed economicamente, l’apertura di questo edificio che consente l’ampliamento della Pinacoteca, coronando il sogno di Franco Russoli di realizzare la Grande Brera, cioè un nuovo modo di pensare l’edificio storico di Brera con l’annesso Palazzo Citterio, di pensarlo come un luogo unico con le sue molte funzioni e una collezione antica e una di arte moderna, tra le più importanti al mondo».
Il risultato è l’apertura di un Palazzo che vuol essere fulcro della vita milanese, il punto di arrivo e di partenza per una Grande Brera che si proietta come un luogo portatore di valori a livello nazionale e internazionale. Dopo 52 anni l’ampliamento prevede, insieme alla mostra di Ceroli, l’esposizione di oltre 200 opere delle collezioni Jesi e Vitali al piano nobile dell’edificio e con due importanti mostre negli spazi adiacenti.


