Sarà Naomi Beckwith a curare la sedicesima edizione di Documenta, la manifestazione che ogni cinque anni si svolge nella città tedesca di Kassel. Prevista tra il 12 giugno e il 19 settembre 2027, per Documenta 16 le aspettative sono alte, soprattutto per le polemiche antisemite che hanno scosso l’edizione 2022 curata dal collettivo indonesiano ruangrupa. Sulla base di questo, il Ministro di Stato dell’Assia Timon Gremmels ha affermato che con Beckwith è stato «trovato un equilibrio tra libertà artistica e protezione contro le discriminazioni». «L’arte ha il potere di unire – ha aggiunto – e questa è la base su cui costruiremo Documenta 16».
Documenta 16 rilancia verso il futuro con Naomi Beckwith
«È un onore essere stata scelta come direttrice artistica per Documenta 16. Una manifestazione internazionale in costante dialogo con la storia e con il presente. Sono entusiasta di condividere la mia ricerca e le mie idee con questa istituzione generosa e storica, che offre spazio e tempo per l’approfondimento, la ricerca e la sperimentazione». Queste le parole di Naomi Beckwith, la cui nomina a curatrice della manifestazione tedesca rappresenta un rilancio verso il futuro, oltre che una presa di distanza dall’edizione precedente.

In un comunicato di Documenta si legge infatti che “le sue mostre, conferenze e pubblicazioni si sono concentrate sull’impatto e la risonanza della cultura nera sulle pratiche multidisciplinari dell’arte contemporanea globale”. In più, la nomina offre per Sven Schoeller, sindaco di Kassel, «buone basi per il riallineamento di Documenta. Con Naomi Beckwith al timone, possiamo guardare con entusiasmo al 2027».
Cosa era successo a Documenta 2022
Era tutto pronto per l’inaugurazione di Documenta 15 quando esplosero le polemiche, dovute a due immagini antisemite nell’opera People’s Justice (2000) del collettivo di artisti indonesiani Taring Padi. La loro presenta è stata poi confermata nel 2023 in un rapporto redatto da un comitato di sette esperti di arte e ricerca sul tema, per cui alcune opere esposte a Documenta 15 “trasmettono dichiarazioni che possono o devono essere interpretate come antisemite”. People’s Justice era infatti solo una delle opere dal contenuto offensivo.
Lo scandalo portò quindi alle dimissioni, nel luglio 2022, di Sabine Schormann, l’allora direttrice generale della manifestazione, seguita nel novembre 2023, dai quattro membri rimasti nel comitato di ricerca incaricato di scegliere il direttore artistico dell’edizione successiva. In questo quadro, la nomina di Naomi Beckwith si carica anche di un valore politico, oltre che artistico e scientifico, con l’intento di riportare in alto il nome di Documenta e di prendere definitivamente le distanze da quanto accaduto nel 2022.

Naomi Beckwith, chi è la nuova curatrice di Documenta
Vicedirettrice e capo curatrice del Museo Solomon R. Guggenheim dal 2021, Naomi Beckwith è originaria di Chicago, dove è nata nel 1976. Laureata al Courtauld Institute of Art di Londra, la neo-curatrice di Documenta è esperta in arte afroamericana ed è conosciuta nel mondo dell’arte per aver dato luce ad artisti che sarebbero rimasti nell’ombra. Con alle spalle diversi incarichi curatoriali, dall’MCA di Chicago allo Studio Museum di Harlem, Beckwith ha ricevuto proprio nel 2024 il David C. Driskell Prize in African American Art and Art History in ragione del suo ruolo determinante nel seguire gli esiti artistici e creativi della diaspora africana, promuovendone il dialogo con l’arte internazionale.
Tra le mostre realizzate, The Freedom Principle: Experiments in Art and Music, 1965 to Now (2015) e Howardena Pindell: What Remains to Be Seen (2018), oltre a Grief and Grievance: Art and Mourning in America (2021), un progetto di Okwui Enwezor. Prima di Documenta, nel 2025 prenderà parte ad American Season del Palais de Tokyo di Parigi.


