L’arte della cancellatura raccontata nel libro di Emilio Isgrò

A 60 anni dalla sua prima cancellatura, arriva l’originale autobiografia di Emilio Isgrò, artista e intellettuale tra i più stimati a livello internazionale

Dalla provincia «colta ma sonnolenta» di Messina sino a Milano, il libro autobiografico racconta di una realtà affrontata con determinazione e di un artista riconosciuto a livello internazionale che ha sempre cercato di affinare il suo metodo maniacale che lo ha reso un’autorità artistica indiscussa.

Cancellare per ricordare: sembra un paradosso, invece è l’arte – intrisa di un pizzico di ironia – di un genio che non ha mai smesso di avere fiducia nell’uomo e nel mondo. «Capivo che scrivevo cancellando, anzi, che cancellando in effetti scrivevo. Adesso per cancellare scrivo e per scrivere cancello». Io non cancello. La mia vita fraintesa è un libro edito da Solferino che narra in maniera dettagliata la genesi della sua unica espressione artistica.

Cancellare per ricordare: sembra un paradosso, invece è l’arte – intrisa di un pizzico di ironia – di un genio che non ha mai smesso di avere fiducia nell’uomo e nel mondo. «Capivo che scrivevo cancellando, anzi, che cancellando in effetti scrivevo. Adesso per cancellare scrivo e per scrivere cancello».

Il libro esplora la ricerca artistica dell’autore: i testi che l’artista sceglie per l’operazione della cancellatura sono inizialmente stralci di quotidiani, sui quali egli interviene cancellando le parole del testo e lasciando leggibili solo pochi, selezionati vocaboli. In questo modo il tessuto semantico del testo originario è modificato e radicalmente re-interpretato, facendo emergere significati estranei al testo di partenza. In quegli anni Isgrò sembra voler lavorare sulla sintassi e sul significato, liberando in un certo senso il testo della sua funzione primaria e operando secondo un processo costruttivo e niente affatto distruttivo, come potrebbe apparire a uno sguardo superficiale.

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