Le infinite forme di Tony Cragg al Museo Nazionale Romano
Nella cornice storica delle Terme di Diocleziano sbarcano la sculture seducenti e misteriose dell'artista inglese
venerdì 8 Novembre 2024
Annachiara Mottola di Amato
La scultura contemporanea arriva al Museo Nazionale Romano con la mostra di Tony Cragg: Infinite forme e bellissime. Dal 9 novembre 2024 al 4 maggio 2025 sarà possibile visitare l’esposizione a cura di Sergio Risaliti e Stéphane Verger: una grande mostra personale dell’artista inglese, tra i più celebri esponenti della scultura contemporanea, noto per aver sperimentato fin dagli anni Settanta forme sorprendenti accanto a materiali e tecniche inedite. La mostra è organizzata da BAM – Eventi d’Arte in progettazione con Municipio I Roma Centro ed è stata realizzata con il sostegno di Banca Ifis, che da anni sostiene iniziative finalizzate a promuovere la fruizione dell’arte contemporanea attraverso le progettualità che rientrano nell’ambito di Ifis art.
La mostra alle Terme di Diocleziano: dialogo tra passato e presente
Tony Cragg. Infinite forme e bellissime porta negli ambienti carichi di storia delle Terme di Diocleziano – con le sue aule imponenti, coperte da volte amplissime – ben diciotto sculture, di medie e grandi dimensioni, realizzate negli ultimi due decenni in bronzo, legno, travertino, fibra di vetro e acciaio: forme seducenti, perturbanti, misteriose .”È stato molto difficile lavorare in un edifico storico con delle sculture così grandi ma ce l’abbiamo fatta-ha detto Tony Cragg presentando la mostra-. Le terme di Diocleziano sono un posto magnifico ed è il motivo per cui volevo fare qui l’esposizione. Lavorare a Roma è sempre una sfida: per me è eccitante la contrapposizione tra sculture contemporanee come le mie e luoghi e monumenti storici come questo”. Alle sue parole fa eco Stéphane Verger: “La mostra di Tony Cragg alle Terme di Diocleziano si preannuncia tra le più interessanti della prossima stagione culturale romana. Cragg ci consegna opere cariche di una forza che il tempo non disperderà, come le collezioni del Museo che le ospita; le sue sculture campeggiano nelle Grandi Aule e confermano la prestigiosa vocazione delle Terme di Diocleziano ad ospitare i protagonisti della scultura contemporanea”.
Armoniose stratificazioni di epoche, opere e spazi
Le opere in esposizione ora rinviano al mondo minerale e vegetale, ora alla geologia e alla biologia, evocando le onde del mare, le strutture geometriche di una pianta o di una conchiglia. “Cragg- spiega il curatore Sergio Risaliti- ancora ha una sensibilità speciale e una conoscenza della storia dell’arte solida, e per questo riesce a entrare in sintonia con gli ambienti che accolgono le sue sculture, riuscendo a far risuonare le sue forme nei nuovi contesti senza provocare disagio e cacofonia. Incontrando le sue magnifiche invenzioni scultoree siamo come trascinati in una dimensione spazio-temporale che si avvita senza inizio e fine, connettendo l’origine e le geometrie delle strutture naturali con le infinite potenzialità della creatività umana”.
Dal museo alle piazze
L’esposizione scultorea, poi, trascende gli spazi museali e si apre alla città, offrendo a chiunque si trovi a passeggiare per le vie del centro la possibilità di ammirare le opere di Cragg. Alcune sculture, infatti, saranno esposte anche in due piazze del centro storico romano: Piazza San Silvestro e Piazza San Lorenzo in Lucina. In questo modo gli oggetti d’arte entrano in dialogo con gli spazi archeologici del complesso monumentale, per irradiarsi anche al suo esterno, nelle piazze della città, in un confronto dialogico con lo spazio pubblico e la vita quotidiana.
“Le sculture di Tony Cragg negli spazi pubblici di Roma – dichiara Giulia Silvia Ghia, Assessore alla Cultura, politiche Educative e Giovanili e allo Sport di Roma – rappresentano una straordinaria fusione tra arte contemporanea e contesto urbano storico, offrendo un’esperienza estetica che sfida le aspettative tradizionali e acquista nuovi significati”. “Le opere di Tony Cragg- continua Ghia- spesso caratterizzate da forme biomorfe e sinuose, rappresentano un deciso contrasto con la geometria e la solidità dell’architettura classica e rinascimentale di Roma, creando così una tensione visiva che arricchisce l’esperienza del pubblico.”
Infinte forme e bellissime: l’arte che esalta la ricchezza della natura
La ricerca artistica di Tony Cragg è da sempre concentrata sulle infinite possibilità del disegno e della scultura, in un confronto inarrestabile con la natura, con i suoi processi creativi e le sue strutture evolutive. Infinite forme e bellissime, una frase topica di Charles Darwin, evoca l’inarrestabile entusiasmo dell’artista di fronte alla ricchezza delle architetture della vita. Il mondo naturale ci mette davanti agli occhi una ricchezza cui corrisponde il fare dell’artista, in particolare quello dello scultore, che può ‘pensare’ e creare nuove forme senza porsi limiti nell’utilizzo di mezzi e materiali. Nel titolo risuona così l’entusiasmo dello scienziato Darwin per le forme naturali i suoi processi evolutivi che così si esprimeva: “Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita, con le sue molte capacità, che inizialmente fu data a poche forme o ad una sola e che, mentre il pianeta seguita a girare secondo la legge immutabile della gravità, si è evoluta e si evolve, partendo da inizi così semplici, fino a creare infinite forme estremamente belle e meravigliose”.
L’universo artistico di Tony Cragg: scoprire le forme tra instabilità ed equilibrio
Nel suo processo artistico, Tony Cragg preleva, crea, manipola e distorce continuamente la forma, per dar vita a sculture assolutamente sorprendenti che, muovendosi tra astrazione e figurazione, possono evocare paesaggi naturali quanto rappresentare corpi umani e oggetti quotidiani. Le opere sono pensate come strutture complesse e dinamiche, che mettono alla prova limiti fisici e strutturali, cercando di risolvere il rapporto tra materia e tecnica, tra vuoto e pieno, tra instabilità ed equilibrio. Generate da una radice che, come una monade, le sostiene dal centro, si dipanano per generare tante diverse ramificazioni, imitando quello che la natura fa con le sue forme, in una direzione opposta al funzionalismo e utilitarismo.
Al visitatore viene offerta un’esperienza sensoriale
Al visitatore viene chiesto di fare un’esperienza che coinvolge i sensi e l’immaginazione, il pensiero e la vista, l’organo da cui dipende il nostro rapporto con il mondo delle forme, anche quando si tratta di livelli di realtà invisibili a occhio nudo. In sostanza, il pubblico viene invitato a diventare partecipe dello sguardo dell’artista, a guardare il mondo mettendosi nei suoi panni, anzi, nei suoi occhi. La scultura per Cragg, infatti, non è solo metodo di indagine, dialogo tra percezioni e immaginazioni, ma nella sua pratica ha in particolare una funzione pedagogica, è un esercizio infinito di conoscenza, un modo del pensare che si sviluppa tra processi intuitivi e creativi. E lo fa in un continuo dialogo tra livelli e interrelazioni di visibile e invisibile, di grande e piccolo, in modo fluido e dinamico. “In realtà – sottolinea Tony Cragg – la scultura è solo all’inizio della sua storia. E se stesse solo nascendo ora? E se l’idea di scultura non riguardasse la creazione di un ornamento per il mondo bensì, direttamente, di uno strumento di indagine?”.