L’Archivio Carla Lonzi ha una nuova casa, ed è la Fondazione Basso di Roma. È questo l’esito di una vicenda che ha riguardato la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e la sua decisione di restituire alcuni dei fondi privati in comodato prima della data di scadenza. Per la direzione i lavori di ristrutturazione dei depositi porrebbero a rischio incendi il materiale: da qui la decisione di restituire l’Archivio Carla Lonzi, per evitare responsabilità di custodia e costi di trasferimento e assicurazione a carico dello Stato. Una petizione è stata subito lanciata raccogliendo mille firme in poche ore e la notizia è stata ripresa da diversi giornali, che hanno espresso critiche e perplessità sulla scelta della direzione.
Dall’affido temporaneo alla GNAMC nel 2017 l’intero archivio è stato digitalizzato ed è fruibile online. Le carte di Sputiamo su Hegel e altro prezioso materiale della femminista e filosofa saranno ora disponibili anche in formato cartaceo al pubblico alla Fondazione Basso di Roma. Battista Lena, figlio di Lonzi, si è detto felice per la decisione, precisando che la Fondazione «è un luogo prestigioso, nel cuore di Roma, con grande esperienza di gestione degli archivi, indipendente da qualsiasi pressione esterna» e parla di «un nuovo inizio». L’archivio torna in famiglia, continua Battista Lena: «Lidia, sorella di Carla, era sposata con Carlo Basso, figlio di Lelio, e le mie cugine sono nel consiglio di amministrazione».
L’eredità di Carla Lonzi
Carla Lonzi (1931 – 1982) è stata una figura di spicco nel femminismo italiano e internazionale, nota come attivista, filosofa, critica d’arte ed editrice.

Cofondatrice di Rivolta Femminile negli anni ’70, ha messo in discussione l’egemonia culturale del patriarcato e ha criticato il pensiero freudiano, decostruendo idee come l’invidia del pene e l’isteria nel suo saggio La donna vaginale e la donna clitoridea. Per Lonzi, la liberazione sessuale è centrale nella lotta contro il patriarcato, che impone ruoli sessuali per piegare le donne al volere maschile. Ha anche denunciato i limiti del marxismo, giudicandolo incompleto perché impegnato in una lotta tra classi mentre le donne, «l’altra metà del genere umano» restano oppresse a tutti i livelli della società. Sputiamo su Hegel è il manifesto di queste riflessioni, feconde di cambiamenti culturali e lotte che il transfemminismo contemporaneo ha fatto proprie.
L’Archivio Basso
L’Archivio Basso, fondato a Roma nel 2005, è un importante spazio per la documentazione e la ricerca sulla performance, le arti visive e altre pratiche interdisciplinari. Nato dall’esigenza di raccogliere, conservare e diffondere materiali legati all’arte contemporanea e sperimentale, ospita un vasto patrimonio di fotografie, video, registrazioni audio e altri documenti storici. La missione dell’Archivio è sostenere la memoria delle arti performative e visive, rendendole accessibili a studiosi e al pubblico e promuovendo nuove forme di ricerca e collaborazione artistica. Opera su spinta della Fondazione Lelio e Lisli Basso, organizzazione non-profit riconosciuta come Ente Morale dal Presidente della Repubblica nel 1974.



