In costruzione da oltre 20 anni il Grand Egyptian Museum di Giza ha aperto eccezionalmente al pubblico con un’apertura soft, «un trial opening» come è stato definito dal primo ministro Mostafa Madbouly, che «precede la vera e propria inaugurazione», la cui data però non è ancora stata comunicata. Il costo complessivo del progetto, che aveva addirittura previso un’apertura – mai attuata – nel 2012, attualmente supera il miliardo di dollari.

Oltre 100.000 preziosi reperti egizi e una promessa: quella di «diventare un’importante attrazione culturale e turistica». Ricordiamo infatti che, fino ad oggi, le collezioni più famose dell’Egitto sono state ospitate nel Museo Egizio di piazza Tahrir al Cairo, che dalla sua apertura nel lontano 1902 ha visto ben pochi interventi di rinnovo.
Ciò che dunque rende davvero speciale il Grand Egyptian Museum è la sua posizione: il museo si trova infatti vicino alle storiche e celebri piramidi di Giza: un luogo davvero strategico a livello attrattivo, destinato a diventare imponente simbolo di identità nazionale. Turisti, egittologi o semplici appassionati, potranno così accedere a una selezione di oggetti che comprendono mummie, gigantesche statue faraoniche, sarcofagi mai svelati e mummie. Tuttavia, i leggendari tesori della tomba di Tutankhamon non saranno purtroppo disponibili per la visione in questa fase. L’inestimabile collezione del re bambino non è ancora mai stata esposta, ma i visitatori potranno poi vedere all’interno del museo, oggetti che variano da statue faraoniche a sarcofagi e corpi mummificati.
Inoltre, l’istituzione non si limiterà a presentare solo esposizioni permanenti, ma nel programma sono previste anche numerose mostre temporanee e programmi educativi, attività formative e workshop, per consapevolizzare i visitatori sull’inestimabile patrimonio culturale egiziano.


Ali Abu Dshish, membro dell’Unione degli Archeologi Egiziani, ha osservato durante l’apertura che «l’iniziativa rappresenta una nuova era per il patrimonio culturale dell’Egitto e una risposta concreta alla crescente richiesta di spazi espositivi dedicati». Si tratta infatti di una vera e propria “storia nella storia”: confrontarsi con i reperti del presente, all’interno di un museo che preserva perfettamente il passato del medesimo luogo.


