Il dialogo tra Tomaso Binga e María Ángeles Vila Tortosa nella mostra Corpus Naturae

Al Mattatoio un percorso che tra opere e performance mette in scena le connessioni tra due ricerche incentrate sul corpo e sul linguaggio

courtesy immagine Daniele Tozzi

Biennale di Venezia, 1978: Mirella Bentivoglio cura la mostra “Materializzazione del Linguaggio”, dedicata al rapporto tra donna e linguaggio, una collezione di opere tra “linguaggio e immagine” e tra “linguaggio e oggetto”. Una mostra che dopo quasi 50 anni rimane sempre attuale, come un’esposizione permanente.

Scrive nell’introduzione: “(…) in alcuni lavori si coglie come una pressione, la ricerca di un varco autoespressivo, che contrabbandi “mater” (il mondo originario, la matrice; il referente silenzioso, il veicolo significante) attraverso l’ubbidienza a “pater” (i significati codificati; i dogmi vigenti nella società patriarcale (…)”.
(“materializzazione del linguaggio, a cura di Mirella Bentivoglio, Biennale Arte 1978, pag. 2)

Tra le donne “Espositrici” un nome maschile: Tomaso Binga, nome d’arte di Bianca Pucciarelli Menna, poetessa visiva, poetessa sonora, performer, “mater” che nel 1974 cambia il suo nome per protestare contro “pater” e tutti i privilegi annessi e connessi, nella vita e nel mondo dell’arte degli Anni 70. Bianca nella sua performance “Oggi Spose” del 1977 convolerà a nozze con il suo alter ego Tomaso.

Tomaso Binga, Bianca Menna e Tomaso Binga. Oggi spose, 1977, fotografia, 2 elementi, cm 19×13 cad. Ph. © Alto//Piano. Courtesy: Fondazione Filiberto e Bianca Menna e Frittelli arte contemporanea, Firenze

Tomaso lavora su “la desemantizzazione environmentale (scritture su carta da parati) e la rivisitazione della lettera alfabetica attraverso gli atteggiamenti del corpo”, spiega la Bentivoglio, ben sintetizzando l’opera di scrittura verbo – visiva, poesia sonora, poesia visiva e performativa dell’artista.

Dal 1974 Tomaso dirige Lavatoio Contumaciale, associazione culturale a Roma dedicata a letteratura, poesia, arti visive e musica che organizza mostre e manifestazioni artistiche e politiche.

Qualche anno dopo una giovane artista spagnola partecipa a uno degli eventi di Lavatoio Contumaciale e così nasce l’amicizia tra Tomaso e María Ángeles Vila Tortosa, che da sempre racconta la storia delle donne attraverso la storia delle piante. Entrambe lavorano sul corpo femminile e amano il linguaggio delle piante, partendo da sé stesse per arrivare a essere parte integrante della natura.

Una vera e propria sorellanza al di sopra di ogni differenza tra Salerno ed Enguera (Valencia), tra 1931 e 1978, tra lingua e cultura italiana da un lato e spagnola dall’altro, sorellanza che fa dialogare Tomaso e María Ángeles nella mostra “Corpus Naturae”, dove il corpo nell’opera di Tomaso è linguaggio e le piante di María Ángeles diventano corpo, creando così un rapporto poetico – visivo “tutto” loro ma non “solo” loro. Tutti noi siamo coinvolti in questa dimensione tra arte e natura, che per Tomaso (nel dialetto napoletano) è il sesso femminile da cui nasce tutto, per María Ángeles é “la casa della vita” e al contempo “interconnessione”.

Corpus Naturae, Installation view. Ph@Monkeys Video Lab

Mater” di Tomaso dà inizio al percorso della mostra, il suo corpo diventa lettera M,A,T,E,R, accanto una tela con una donna di schiena seduta su una striscia verde che richiama la natura, e sull’altra parete “Sois mi raices”, un collage su plexiglass in cui María Ángeles “esplora il concetto di radice in un senso più personale e personificato”. Il dialogo è perfetto: Mater è la rais di ognuno di noi, la nostra natura che ci avvolge e ci ospita, trasmettendo una sensazione di accoglienza.

Sois mis raices, opera di María Ángeles Vila. Ph@Monkeys Video Lab

Il corpo nudo di Tomaso, fotografato da Verita Monselles, torna a essere scrittura desemantizzata nel suo “Alfabeto Officinale, A/Z”, vera e propria “scrittura vivente”, ispirata alla poesia concreta, dove ogni lettera, cui è associata un’erba officinale, diventa puro segno e al contempo puro corpo.

Alfabeto officinale, opera di Tomaso Binga. Ph@Monkeys Video Lab

María Ángeles è perfettamente speculare rispetto a Tomaso con il suo Herbario doméstico, una raccolta di centodue tavole realizzate negli ultimi anni, centodue piante ognuna con una parola in spagnolo o italiano che ne evidenzia il beneficio e le proprietà terapeutiche. Quante donne hanno curato sé stesse e il proprio corpo con le piante? Una risposta in “Cultura doméstica”, progetto che María Ángeles porta avanti da dieci anni con Alicia Herrero, sua compagna dal 2008 nel duo artistico Las Mitocondria; insieme raccontano la vita delle donne all’interno delle mura domestiche. In una casa spagnola con arredamento, pavimento e tappezzeria tipici degli Anni 30, María Ángeles, assiste sua madre che dopo un intervento chirurgico ha un solo desiderio: tornare a casa per innaffiare le sue piante, a dimostrazione dell’effetto terapeutico che l’Herbario doméstico può avere.

Herbario Doméstico, opera di María Ángeles Vila. Ph@Monkeys Video Lab

Nella parte finale dello spazio espositivo sono appese lenzuola bianche che sembrano aver sostituito i quarti dei vari animali nel mattatoio. Su ogni lenzuolo sono stampate piante usate nell’antichità che hanno a che vedere con l’utero, la fertilità, la rinascita, ognuna realizzata con matrici disposte in una composizione vegetale di fronte al giardino verticale creato con le lenzuola.

Las Mitocondria, Performance nella mostra Corpus Naturae, Ph. Stephanie Gengotti

Terra Mater/Abrazos è un progetto di arte partecipata realizzato con diverse comunità tra cui un gruppo di donne vittime di violenza, che parte dal quartiere romano del Corviale, passa in Spagna e Portogallo per poi tornare nella comunità di donne rifugiate dell’associazione “Differenza Donna” al Trullo sempre a Roma. Qui vengono fatte alcune interviste dove viene chiesto come vengono usate le piante nei diversi paesi di origine, che si possono ascoltare in cuffia passeggiando tra le lenzuola che devono essere aperte nella loro interezza per lasciarsi avvolgere in un abrazo.

E l’abrazo continua nell’opera performativa realizzata nel corso della mostra dal duo artistico Las Mitocondria, una performance che si snoda attraverso quattro scene evocative, fondendo arte, corpo e natura in un dialogo intimo e simbolico.

Il percorso inizia con la prima scena, all’interno dell’installazione Terra Mater/Abrazos: tre bambine, Giulia, Olivia e Lola, si aggirano liberamente tra le lenzuola, calzando espadrillas tradizionali valenciane che fanno capolino sotto i teli bianchi.

Un po’ in disparte, Las Mitocondria osservano il gioco delle loro figlie, incorniciando il lenzuolo che simbolicamente rappresenta l’utero, la pianta, la vita.

Da qui, inizia una processione simbolica: le madri vestite di nero e le bambine in abiti bianchi attraversano lo spazio espositivo, creando una composizione estetica di straordinaria delicatezza, evocativa di tradizioni antiche e riti arcaici.

Il loro cammino, intriso di simbolismo e memoria, prosegue nello spazio domestico di “Cultura doméstica”. Sul pavimento creato da María Ángeles, le bambine eseguono una serie di coreografie, una alla volta, scambiandosi movimenti come in un dialogo corporeo che si intreccia con il video che esplora i temi della cura intergenerazionale. In parallelo, Alicia legge passi del capitolo III di Botánica Doméstica tratto dal libro Il Tesoro del Focolare (1932), fondamentale fonte d’ispirazione per il progetto Cultura Doméstica, mentre María Ángeles interagisce con una radice d’albero, simbolo delle forze della natura che uniscono le diverse generazioni.

Las Mitocondria, Performance nella mostra Corpus Naturae, Ph. Stephanie Gengotti

L’opera continua a evolversi: la serie plastica di Botánica Doméstica diventa la scenografia successiva, dove si fondono la voce della cantante Monica Marziota e i movimenti corporei di Alicia, sotto gli occhi attenti María Ángeles, Giulia, Olivia e Lola. Il dialogo che si sviluppa tra Monica e Alicia esplora l’ambivalenza della natura, incarnata nelle centodue piante di Botánica Doméstica che possono sia curare che uccidere.

Las Mitocondria, Performance nella mostra Corpus Naturae, Ph. Stephanie Gengotti

L’apice del percorso è la processione che conduce al trittico conclusivo. Qui, le bambine incarnano concetti profondamente radicati nella femminilità e nella natura: utero, radice, madre, vulva, rinascita e terra. Come immagine finale, i loro corpi esausti si adagiano al suolo, accompagnati dalle tre figure adulte vestite di nero. È una composizione geometrica di corpi in bianco e nero, vita e morte intrecciate in un perfetto equilibrio. Il silenzio e l’immobilità degli interpreti, con gli occhi chiusi, racchiudono l’intero viaggio compiuto attraverso la parola, il movimento, il canto e la natura.

Las Mitocondria, Performance nella mostra Corpus Naturae, Ph. Stephanie Gengotti

Con questa performance, Las Mitocondria ci invitano a riflettere su un ciclo eterno di vita, morte e rinascita, una danza simbolica tra diverse generazioni femminili e le forze della natura: un’opera che fonde il linguaggio corporeo con quello visivo e sonoro, restituendoci un’esperienza profonda e immersiva, sospesa tra il presente e l’antico.

E’ l’ulteriore manifestazione di accoglienza e sorellanza tra Tomaso e María Ángeles (alle quali si aggiungono Alicia, Monica, Giulia, Olivia e Lola), che ispirano il fare arte in quanto donna, portando Corpus Naturae a essere una esposizione permanente nonostante la (troppo) breve durata, che lascia un segno nel nostro corpo, nel nostro modo di pensare e nel nostro linguaggio.

Biografie
Tomaso Binga, pseudonimo di Bianca Pucciarelli Menna, è nata a Salerno nel 1931. Ha insegnato Teoria e metodo dei mass media all’Accademia di Belle Arti di Frosinone. Direttrice dell’associazione culturale “Lavatoio Contumaciale” di Roma e Presidente dell’archivio che porta il suo nome. Binga ha partecipato a numerose mostre internazionali. Le sue pubblicazioni e le sue opere hanno avuto un impatto significativo nel campo dell’arte verbo-visuale.

María Ángeles Vila Tortosa è nata a Enguera (Valencia) nel 1978. Laureata in Belle Arti con un dottorato in incisione e stampa, ha studiato e lavorato a Roma grazie a borse di studio Erasmus e Leonardo da Vinci. La sua carriera artistica, iniziata nel 2004, include mostre in Spagna, Italia, Portogallo, Bulgaria, Ungheria e Lituania. Ha collaborato con importanti istituzioni e ha pubblicato libri illustrati per bambini. Recentemente, ha collaborato con Maria Grazia Chiuri per Christian Dior.

Tomaso Binga e María Ángeles Vila Tortosa CORPUS NATURAE
a cura di Benedetta Carpi De Resmini

Mattatoio, Padiglione 9b
13 settembre – 13 ottobre 2024