In prima visione assoluta su Sky Arte domenica 6 ottobre, a partire dal passaggio dalla scrittura al mondo delle arti visive, il documentario segue il work in progress della creatività del maestro Isgrò, arricchendo la visione dello spettatore in una prospettiva unica e privilegiata sul suo lavoro.
Grazie all’abile regia di Davide Bassanesi, la pellicola celebra i 60 anni dalla prima cancellatura, ideata dal rivoluzionario artista nel 1964. Attraverso questo segno innovativo, riconoscibile firma dell’artista, la semiotica dell’arte è stata segnata per sempre, con una ricerca visiva sempre più protesa ad esplorare il senso dell’esistenza e ad interrogarsi sul valore delle delle interconnessioni umane.

Il documentario ripercorre la storia di alcune delle recenti delle esposizioni dell’artista in tutta Italia: tra queste, Isgrò cancella Brixia a Brescia, Isgrò: Dante, Caravaggio e la Sicilia a Palermo e a Taormina e Il sillogismo del cavallo a Carpi. Il film arriva dunque ad approfondire la genesi e l’evoluzione di un linguaggio nuovo, in cui parola e immagine si fondono.

La prima cancellatura di Emilio Isgrò
Afferma spesso l’artista che «la cancellatura non è quell’atto distruttivo che si pensa. È un dire no per poter dire un sì alle cose che contano, è un elemento di riflessione». La sua prima cancellatura risale al 1964: Isgrò lavorava a Venezia come responsabile delle pagine culturali del Gazzettino. Con quest’azione, all’apparenza distruttiva, intende mettere in discussione, per riaffermarla, la parola stessa e il pensiero. Nell’iconica opera Isgrò cancella Isgrò del 2024 l’artista si cancella, senza censurarsi: il lavoro è stato creato per l’iniziativa Artista alla GNAM alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.



