A Guarene la Fondazione Sandretto presenta tre nuovi progetti

Pronte all'inaugurazione due mostre al Palazzo Re Rebaudengo di Guarene e un'opera pubblica al Parco d'Arte della Fondazione

Quella del 21 settembre sarà una giornata all’insegna dell’arte a Guarene (Cuneo). Nel comune piemontese, che ospita la seconda sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, è previsto un pomeriggio in cui si alterneranno inaugurazioni di mostre nel Palazzo della Fondazione e presentazioni di nuove opere pubbliche, oltre a laboratori per famiglie e concerti itineranti.

Al Palazzo Re Rebaudengo una collettiva sul mondo rurale

Si comincerà alle ore 17 proprio con il laboratorio per famiglie al Palazzo Re Rebaudengo. Quest’ultimo, curato dal Dipartimento Educativo della Fondazione, sarà seguito dall’inaugurazione – prevista per le ore 17.30 – della collettiva Truly Rural, una mostra visitabile fino al 10 novembre che interroga gli immaginari connessi al mondo rurale da una prospettiva storica e contemporanea. Concepita a partire dall’ambientazione di Palazzo Re Rebaudengo, sulle colline del Roero, la mostra propone un dialogo tra opere della Collezione Sandretto Re Rebaudengo e alcuni contributi di artisti e artiste di differenti generazioni.

Noor Abed, Massimo Bartolini, Sarah Ciracì, Mario Giacomelli, Helena Hladilová, Mauro Ledru, Marko Lehanka, Jumana Manna, Carol Rama, Athi-Patra Ruga, Eoghan Ryan e Wilhelm von Gloeden sono i protagonisti dell’esposizione a cura di Bernardo Follini, che prende le mosse dall’idea romantica di paesaggio e dal concetto di “autenticità” per riflettere sull’idea di “rurale” nel senso comune e sulle sue origini. Esplorando i diversi fattori che costituiscono l’ecosistema agricolo, l’agricoltura, l’allevamento, la vita comunitaria e il turismo, le opere si propongono di far luce sulle infrastrutture visibili e invisibili, sulle attività sociali e sui sistemi di produzione organizzati intorno a determinati valori ed economie.

In più, attraverso i lavori esposti, la mostra offre un’analisi dei fenomeni socio-politici che influenzano la campagna e il comportamento collettivo degli abitanti, indagando la relazione tra comunità, discendenza e appartenenza, facendo emergere inquietudini private e collettive che investono il corpo sociale. L’esposizione, che prende il titolo dalla video installazione dell’artista Eoghan Ryan, esamina anche come le immagini di usi, costumi e paesaggi siano state costruite e veicolate attraverso codici romantici, attraverso l’intreccio di questioni di classe, genere, razza e sessualità. Presentando storie popolari e folklore, Truly Rural si propone come punto di partenza per costruire nuovi immaginari e narrazioni.

Anche una personale al Palazzo Re Rebaudengo di Guarene

Ancora al Palazzo Re Rebaudengo, il 21 settembre prenderà il via anche un secondo progetto espositivo. Si tratta di There is No Conquest Without Celebration, la prima mostra personale in Italia di Tin Ayala (1998), artista originario delle Ande ecuadoriane e partecipante all’edizione 2023 del Post-diplôme, programma di ricerca post-laurea per le arti organizzato dalla ENSBA Lyon – École Nationale Supérieure des Beaux-Arts, coordinato dalla curatrice Oulimata Gueye e aperto ogni anno a cinque artisti. La mostra a Guarene, visitabile anch’essa fino al 10 novembre, è l’esito di una collaborazione di dodici anni tra la scuola francese e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Tin Ayala prende come punto di partenza del suo lavoro l’identità Cholo. Il termine, di origine indigena, designava nel periodo della colonizzazione andina i discendenti di indigeni e spagnoli. Per Ayala questa identità postcoloniale è in grado di risignificare le nozioni di razza attraverso un potenziale generativo transculturale. Il suo lavoro è concepito come un collage scenografico che integra immagini precoloniali, rappresentazioni contemporanee, simboli indigeni e personaggi della cultura pop. Allo stesso tempo, Ayala realizza azioni dirette in collaborazione con i collettivi locali nelle Ande intorno all’identità Cholo.

La mostra a Guarene rappresenta una nuova tappa del progetto di ricerca “Cholonizacion”, con cui da due anni l’artista mira a definire il potenziale delle produzioni cholo andine, riconoscendo la sua capacità di riconfigurare la cultura. L’intento è quindi di creare uno spazio ibrido che adotta contemporaneamente elementi di una cultura egemonica, spesso internazionale, e allo stesso tempo permette la sopravvivenza di dinamiche culturali locali legate a gruppi sociali storicamente oppressi.

All’interno di questa ricerca, l’esposizione esplora la celebrazione come contropotere della colonizzazione, consentendo alle comunità di reclamare e affermare la propria cultura e spostando la narrazione dal dolore coloniale all’autodeterminazione celebrativa. La mostra si concentra sullo sfruttamento storico e sulla spoliazione delle risorse andine durante la colonizzazione spagnola, che ha alimentato la crescita economica europea.

Un concerto itinerante verso il Parco d’Arte di Guarene

Il Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sarà il secondo scenario della giornata di inaugurazioni. Con un attraversamento della città dal Palazzo della Fondazione insieme a un concerto itinerante di Bandakadraba, previsto per le ore 18.30, verrà presentato al Parco d’Arte il mosaico murale di Tauba Auerbach, che si aggiungerà alle sculture già presenti nel luogo.

Commissionato dalla Fondazione, FOAM nasce da una serie di dipinti dell’artista con lo stesso titolo. Il corpo di lavoro si basa su fotografie microscopiche della schiuma, rappresentate con migliaia di puntini dipinti a mano. La schiuma, ingrandita nei punti di incontro tra le bolle, si rivela come una rete o un intreccio che emerge da un campo di particelle. Collaborando con un team di artigiani del mosaico con sede in Italia e un programmatore per creare un software e determinare il posizionamento delle tessere, Auerbach ha adattato le immagini della serie dipinta in un mosaico murale all’aperto. La nuova opera sostituisce il pixel con la tessera rotonda del mosaico, congelando la leggerezza e l’evanescenza del materiale di origine in una forma solida.

Lunga undici metri, FOAM presenta momenti di messa a fuoco ambigua da un punto di vista ottico, mentre il visitatore avanza e si allontana dall’opera. Trasformando un’immagine digitale in un mosaico a muro, l’artista traccia un parallelismo tra la composizione delle immagini in entrambi i linguaggi visivi, fondendo i media digitali e l’artigianato, comunemente visti in termini antagonisti, in forme complementari. Tauba Auerbach evidenzia continuamente l’interconnessione e l’ordine attraverso la costante ricostituzione del suo lavoro in diverse scale e nuovi media. Così facendo, l’artista incoraggia il pubblico a riflettere anche sull’interconnessione dei propri ruoli, sia come spettatore, come membro del corpo sociale, o come parte dell’ambiente, e stimola una profonda riconsiderazione delle relazioni tra tutti.

Tutti i progetti sono stati realizzati con il contributo del Progetto PNRR SNODI – Colline co-creative di Langhe Monferrato e Roero.

info: fsrr.org