L’affascinante monastero Leça do Balio è stato acquisito nel 2016 da Lionesa Group, importante società portoghese di investimento. Il Lionesa Group avrebbe acquistato il sito archeologico come parte di un piano per espandere il parco commerciale, affidando all’architetto Álvaro Siza il compito di riconversione in centro culturale. La mostra inaugurale del centro, che esamina il pericolo che la disinformazione rappresenta per la società, sarà in corso fino all‘estate del 2025.


Come parte della ristrutturazione, un vecchio silo un tempo utilizzato come deposito è stato trasformato in una fontana circolare: il lavoro di Siza ha poi incluso anche la demolizione di componenti strutturali di qualità inferiore nell’edificio per migliorare l’integrità dello spazio. Gli elementi in granito del sito sono stati conservati, mentre porte, finestre e pavimenti sono stati restaurati o ricostruiti. Il prossimo passo sarà lo sviluppo del terreno tra il monastero e il Lionesa Business Hub, con la creazione di un giardino di 38.000 mq, il cui completamento è previsto per il 2025.
La storia dell’edificio

Circa cinque miglia a nord di Porto, sulle rive del fiume Leça, si dice che il monastero sia stato costruito sulle rovine di un tempio dedicato al dio romano Giove: oggi Leça do Balio sta aprendo un nuovo capitolo nei suoi 600 anni di storia. La natura religiosa di questo luogo risale al X secolo, quando fu costruito un convento benedettino per monache e monaci, dedicato al Salvatore. Nel XII secolo, il monastero fu donato da D. Teresa all’Ordine dell’Ospedale e da allora ebbe privilegi di riserva di caccia, poi confermati anche dai successivi sovrani portoghesi. Circa 200 anni dopo, il sito ospitava i Cavalieri Ospitalieri, un ordine militare cattolico che proteggeva i pellegrini che viaggiavano attraverso il Portogallo sul vicino percorso di pellegrinaggio del Cammino di Santiago.

Nel XVI secolo, nel monastero furono effettuati grandi lavori per volere di Frei Estevão Vasques Pimentel, dando origine al monumento che vediamo oggi. L’aspetto gotico dal carattere difensivo, segnalato soprattutto dalle feritoie e dall’alta torre, fa di questa chiesa un ottimo esempio di transizione artistica dal romanico al gotico. L’interno, anch’esso imponente per la presenza della pietra, accoglie un pregevole sepolcro medievale. Si ritiene che il culto cristiano sul sito sia iniziato più di 1.000 anni fa e nel decimo secolo, l’Ordine di San Benedetto aprì una casa dove monaci e suore vivevano insieme.


