Inaugura a Capri il nuovo Museo Archeologico

Il nuovo museo apre all'interno della Certosa di San Giacomo ed è interamente dedicato all’isola in epoca giulio-claudia

«Capri è protagonista di un ampio programma di valorizzazione del patrimonio culturale». Con queste parole Massimo Osanna, il Direttore generale Musei ha commentato la nuova inaugurazione del Museo Archeologico di Capri, avvenuta qualche giorno fa. «Il Ministero ha intrapreso con l’istituzione del museo autonomo, con il riallestimento, in corso, della collezione Diefenbach e con l’apertura, oggi, di un museo archeologico interamente dedicato all’isola in epoca giulio-claudia».

Il passato rivive nel nuovo Museo che trova spazio in otto sale del Quarto del Priore della Certosa di San Giacomo. Inaugurato con l’allestimento L’Isola dei Cesari. Capri da Augusto a Tiberio, il percorso espositivo riunisce ben 120 oggetti e opere d’arte tra sculture in marmo, affreschi, vasellame in ceramica e argento e non solo.

I reperti risalgono proprio alla fase storica in cui Augusto acquisì Capri come proprietà imperiale. Il suo successore, Tiberio, la scelse quindi come residenza e polo amministrativo, stabilendovi la corte. Quelle che oggi troviamo all’interno del museo «sono testimonianze storico-archeologiche di quei decenni che portarono Capri al centro dell’Impero romano», ha sottolineato Osanna.

Il nucleo dell’allestimento è costituito dai reperti rinvenuti sull’isola che, fino a questo momento, si trovavano in gran parte al Museo Archeologico Nazionale di Napoli: finalmente queste testimonianze “tornano a casa” per essere rese fruibili dal pubblico direttamente a Capri. I numerosi oggetti coevi, provenienti principalmente dall’area campana, arricchiscono il percorso e forniscono un contesto storico più ampio. Il fil rougedell’allestimento è il rapporto continuo e simbiotico con il mare che, ammirabile dalle finestre di ogni sala del museo, accompagna l’esposizione con la linea del suo inconfondibile orizzonte. La palette cromatica degli interni, invece, si basa sul dipinto di K.W. Diefenbach esposto nella prima sala, che ritrae lo scoglio delle Sirene.