NFT e criptoarte, l’intervista a Manlio Frigo

Esperto di circolazione internazionale di opere d’arte e beni culturali, il prof. Avv. Manlio Frigo racconta i recenti sviluppi della criptoarte

NFT e criptoarte: un nuovo genere di arte e un nuovo modo di collezionare beni digitali, caratterizzati dalla loro scarsità e non fungibilità, unicità e specifica individualità economico-sociale, oggi più che mai, al centro di un articolato e sfidante dibattito sui principali profili giuridici, regolamentari e contrattuali. Intervista al prof. Avv. Manlio Frigo, esperto di circolazione internazionale di opere d’arte e beni culturali, Professore ordinario di Diritto Internazionale presso l’Università degli Studi di Milano, of counsel e membro del Focus Team Arte e beni culturali di BonelliErede.

Beeple “EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS”

L’opera di Beeple “EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS” è stata venduta in asta da Christie’s New York, nel 2021, per 69 milioni di dollari, segnando un passaggio epocale per  il  collezionismo  di  opere  d’arte digitali. Quali considerazioni possono essere formulate alla luce dei recenti sviluppi della criptoarte? 
Manlio Frigo: la vendita dell’opera d’arte NFT di Beeple rappresenta un  vero e proprio  spartiacque per  il  collezionismo di opere d’arte digitali. Sebbene l’arte digitale non sia un fenomeno del tutto nuovo (si pensi alla pionieristica computer art e alla recente arte creata mediante intelligenza artificiale), la criptoarte costituisce un cambiamento nel modo di creare arte e di concepire il collezionismo a livello globale

Ma in che cosa consiste la criptoarte o arte NFT?
MF: la criptoarte è una forma d’arte scambiata mediante criptovalute, caricata su una piattaforma  di  scambio  o  marketplace (ad es. Rarible o Opensea): l’opera NFT può essere nativa digitale oppure, partendo da un’opera reale e fisica, propria del mondo analogico, essere in un secondo momento digitalizzata e pubblicata su una blockchain. L’opera di criptoarte è dunque trasformata in NFT, che ha un rapporto univoco con l’opera d’arte che rappresenta. I contenuti e le informazioni caricate sulla blockchain non possono essere modificati e sono inattaccabili; inoltre, non risiedono in un’unica unità fisica, ma nei computer di un numero indefinito di utenti, con la conseguenza che il loro controllo è decentralizzato. Inoltre, NFT e blockchain hanno così contribuito ad assegnare al mercato dell’arte una maggiore certezza nelle transazioni, consentendo anche di verificare la proprietà e la titolarità dei diritti e l’autenticità delle opere d’arte digitali.

Miltos Manetas, FloatingStudio, 2022, arium.xyz, courtesy Fondazione MAXXI

Che portata ha assunto il fenomeno su scala internazionale?
MF: sebbene la diffusione della criptoarte e di NFT abbia interessato prevalentemente il mercato dell’arte statunitense, anche in Europa si è assistito a una prosperante diffusione di questo genere di attività di scambio sulle piattaforme che sono tipicamente internazionali. Anche i musei hanno partecipato a questa trasformazione, come ad esempio, il British Museum di Londra che ha avviato una collaborazione con la francese La Collection, l’Institute of Contemporary Art di Miami che ha incluso opere NFT nella sua collezione permanente o il Belvedere Palace Museum di Vienna che ha posto in vendita il NFT della celebre opera “Il Bacio” di Gustav Klimt.

Quali sono i vantaggi della digitalizzazione delle collezioni per i musei e quali per gli artisti?
MF: uno dei principali vantaggi della digitalizzazione delle collezioni di proprietà dei musei consiste nel fatto che questi ultimi possano raggiungere il pubblico in qualsiasi parte del mondo e in qualsiasi momento. Anche se la probabilità di violazioni del copyright e problemi di proprietà intellettuale può aumentare notevolmente con l’uso di NFT, uno dei vantaggi intrinseci degli NFT è che la proprietà di un bene digitale può essere tracciata sul registro blockchain; aspetto che le istituzioni e gli artisti trovano confortante e ne aumentano l’utilizzo. Inoltre, gli artisti ricevono una royalty per ogni vendita successiva alla prima eseguita dall’artista che consente agli artisti stessi di beneficiare del successo delle loro opere sui marketplace.

Si afferma che il NFT non è l’opera d’arte in sé, quanto piuttosto il certificato o, meglio, la ricevuta, che accompagna l’opera d’arte. 
MF: infatti, i NFTs sono beni non fungibili e unici; i protocolli blockchain contribuiscono a rendere trasparente l’informazione sulla proprietà e sui diritti d’autore e ad autenticarne la provenienza. Chi possiede un NFT non possiede l’opera d’arte digitale, ma unicamente il NFT che può essere oggetto di scambio sui principali marketplace di criptoarte.

Marco Cadioli, Me Flying over the birth of a virtual world, 2006

Cosa sono gli smart contracts?
MF: gli  smart  contracts sono protocolli informatici che facilitano, verificano e fanno rispettare la negoziazione o l’esecuzione di un contratto. Nel caso di NFT, gli smart contracts specificano i diritti del venditore e dell’acquirente e possono prevedere che il creatore o il primo venditore di un NFT riceva una determinata royalty per ogni vendita successiva alla prima. Una sorta di diritto di seguito (in Italia, artt. 144 e ss. della legge sul diritto d’autore) nella compravendita di opere d’arte sul mercato secondario; diritto peraltro non previsto all’interno dell’ordinamento federale e nazionali degli Stati Uniti d’America.

Quali sono i principali profili giuridici associati ai NFT?
MF: in primis, la titolarità dei diritti di proprietà intellettuale sottostanti alla creazione e alla vendita di NFT. Ma anche i rischi legati all’obsolescenza tecnologica, la corruttibilità informatica della blockchain, i rischi finanziari e di valore economico e artistico di un NFT, i problemi ambientali, i diritti dei consumatori, norme che regolano la compliance e il commercio, leggi che disciplinano l’antiriciclaggio e altre norme di diritto regolatorio (anche finanziario e bancario). Non da ultimo, occorre anche considerare i profili di diritto tributario legati alla vendita e al collezionismo di NFT.

Krista Kim, Regenesis, 2021, Metaverse installation created on Blender software. Courtesy dell’artista

I principali marketplace di NFT, come Rarible, OpenSea, SuperRare e Nifty Gateway, applicano le proprie condizioni generali di contratto o i propri termini di servizio. Perché è importante conoscerli?
MF: i Terms of Service delle piattaforme non sono regolati dalla legge italiana, ma dalla legge dello stato in cui hanno sede le società che gestiscono le piattaforme. Occorre pertanto prestare attenzione alle regole di quel dato paese quando si accede a un marketplace che non ha collegamenti con l’ordinamento italiano.

I NFT rappresentano dunque una opportunità per artisti, musei e utenti o l’ennesima bolla destinata ad affievolirsi nel tempo?
MF: le azioni poste ad aumentare l’accessibilità degli utenti al patrimonio culturale favorendone la conoscenza e la diffusione, in ambiente digitale, così come le recenti iniziative museali attuate allo scopo di incrementare l’esperienza dei fruitori dei materiali culturali, delle opere e degli spazi fisici e virtuali, nonché il nascere di un nuovo sistema di sostenibilità economica per i musei atto a generare nuove forme di autofinanziamento per l’arte e la cultura, non devono essere esclusi a priori. Il fenomeno è complesso e merita indubbiamente cautela. Tuttavia, ci auguriamo che in futuro la trasformazione digitale comporti spazi sicuri anche per la diffusione di opere NFT a tutela della criptoarte e degli artisti nonché del sistema dell’arte nel suo complesso considerato.

MANLIO FRIGO è Professore ordinario di Diritto Internazionale presso l’Università degli Studi di Milano, of counsel e membro del Focus Team Arte e beni culturali di BonelliErede.

Per approfondimenti sul tema: Manlio Frigo, Silvia Stabile, Non-fungible token e i principali profili giuridici, regolamentari e contrattuali legati al mondo della criptoarte, in AA.VV., Il mercato dei non fungible tokens tra arte, moda e gamification, a cura di A. Canepa, Milano University Press, 2024; Serena Tabacchi, Opere d’arte nel digitale: NFT e metaverso, in AA. VV., Il diritto e la fiscalità dei mercati internazionali dell’arte, a cura di Silvia Stabile (Wolters Kluwer, 2024).