Gallerie dell’Accademia, restaurato il soffitto di Vasari

Il prossimo 28 agosto, l'istituzione veneziana svela al pubblico il soffitto dipinto da Vasari per Palazzo Corner Spinelli

In occasione del 450esimo anniversario della morte del pittore e scrittore aretino Giorgio Vasari – avvenuta nel 1574 – le Gallerie dell’Accademia di Venezia presentano al pubblico il lungo restauro integrale del soffitto ligneo dipinto da Giorgio Vasari per Palazzo Corner Spinelli nel 1542. Si tratta di un lavoro eccezionale che, oltre all’impegno delle Gallerie, della Soprintendenza del Polo museale veneziano e del Ministero della Cultura, ha visto numerosi altri enti pubblici e privati aderire all’iniziativa. Tra queste, Venetian Heritage che ha sostenuto economicamente la pubblicazione di un volume riccamente illustrato sull’opera e edito da Marsilio Arte; si aggiungono The Venice in Peril Fund, Fondazione di Venezia, Vela S.p.A., Msc crociere, Save Spa, il Consorzio Venezia Nuova, Fondazione Veneto Banca.

Il soggiorno veneziano di Giorgio Vasari

Il viaggio di Vasari verso Venezia, inizia nell’ottobre 1541: il percorso, implica una tappa a Bologna, a Modena e a Parma, per scoprire il Correggio e a Mantova, per conoscere di persona Giulio Romano e ammirare con i propri occhi le meraviglie di Palazzo Te. Attraverso l’architetto Michele Sanmicheli, Vasari ottiene nella primavera del 1542 la decorazione del soffitto della sala da pranzo del palazzo di Giovanni Corner su Canal Grande. Ora, la ricostruzione decorativa è stata resa possibile dopo anni e grazie a questi interventi, visto che purtroppo i vari scomparti erano andati dispersi. Infatti, nel corso del XVIII secolo le tavole vennero rimosse dalla loro collocazione originaria e trasferite altrove, mentre è dal XIX secolo che inizia una vera e propria diaspora in collezioni italiane ed estere. Solo dal 1987 è iniziata la lenta acquisizione dei comparti da parte dello Stato italiano.

L’ornamento dell’insieme comprende una serie di nove tavole con scorci virtuosi e inseriti entro una incorniciatura lignea, completano la ricca decorazione iconografica, tra Allegorie della Virtù (Carità, Fede, Speranza, Giustizia e Pazienza) e putti decorativi. Sono inoltre diversi i punti di contatto fra il soffitto veneziano e la volta della Sala di Psiche di Palazzo Te di Giulio Romano. Non a caso, nella Giuntina l’artista viene così descritto: «fra i molti, anzi infiniti, discepoli di Raffaello da Urbino, dei quali la maggior parte riuscirono valenti, niuno ve n’ebbe che più lo immitasse nella maniera, invenzione, disegno e colorito di Giulio Romano».