Voci dal paesaggio nordico: una mostra per imparare ad ascoltare la natura

La Pinacoteca Civica di Como ospita gli artisti scandinavi Britta Marakatt-Labba e Lars Lerin in un’esposizione dedicata al paesaggio nordico e alla sua salvaguardia

Sarà visitabile fino al prossimo ottobre la mostra Voci dal paesaggio nordico allestita presso gli spazi espositivi al primo piano di Palazzo Volpi, sede della Pinacoteca Civica di Como. Curata da Marina Botta e Davide Adamo, la mostra è dedicata a due tra i più importanti artisti scandinavi contemporanei: Lars Lerin (1954, Munkfors – Svezia) e Britta Marakatt-Labba (nata nel 1951 a Saarivuoma, nella Lapponia svedese). I due artisti hanno adottato, durante la loro ormai pluridecennale carriera, media differenti (Lars l’acquarello e Britta il ricamo e l’incisione) ma le loro opere sono legate da un elemento comune, ovvero la rappresentazione del paesaggio nordico e del rapporto umano con la natura.

Il paesaggio nordico di Britta Marakatt-Labba tra attivismo e comunità indigene

Politicamente impegnata, Britta Marakatt-Labba parte dalla sua personale esperienza di componente della comunità indigena Sami, dedita soprattutto alla vita nomade e all’allevamento delle renne, per realizzare opere con le quali cerca di dar voce al suo gruppo etnico e preservarne l’identità. Da qui nascono le sue tele ricamate e le sue stampe che ritraggono momenti della vita Sami e delle sue tradizioni (citiamo, solo a titolo d’esempio, New goals, Nord Ovest Sud Est e Tra gli alberi, rispettivamente un’incisione e due ricami) ma anche i soprusi e le ingiustizie subiti dalla sua comunità.

La denuncia è forte soprattutto in opere come l’incisione Corvi, in cui uno stormo di corvi si trasforma in una lunga fila di poliziotti che si dirige a sedare una protesta civile, oppure Incubo, una sorta di allegoria dell’attacco che la popolazione Sami sta vivendo nella sua stessa casa – la terra Sápmi – da parte di forze esterne qui rappresentate da topi giganti. Sempre su questa linea si pone anche la serie di stampe numerate Il lago di Luossa che denuncia l’operazione di svuotamento del lago Luossa, tradizionalmente luogo di riferimento per la comunità Sami, in seguito alla scoperta di giacimenti minerari al di sotto di esso. Così uno spazio naturale, cuore della storia Sami, è stato sacrificato in nome del profitto economico, esattamente come accade oggi, d’altronde, per gran parte dell’ambiente naturale e delle sue risorse.

Britta Marakatt-Labba è una energica attivista non solo per i diritti della sua comunità ma anche per quelli dell’ambiente. Le due cose, naturalmente, non sono slegate ma anzi, come prescritto anche dalla cosmologia tradizionale Sami, vanno di pari passo. La vita Sami, secondo la mitologia di questa comunità, è infatti strettamente connessa ai cicli della natura e agli elementi ambientali nordici che ne fanno parte: “se guardi bene fra i tronchi delle betulle – afferma Britta – vedrai alcuni visi che fanno capolino. Sono le anime delle madri primordiali. Esistono ancora nei boschi e ci dicono cosa fare per preservare la natura. La magia della natura è lì che ci parla, bisogna soltanto ascoltarla”. “Ascoltare” quindi è la parola chiave per raggiungere una vera giustizia sociale e climatica, contro i soprusi dettati dall’avida iper-produttività della società contemporanea.

Gli acquerelli malinconici di Lars Lerin

Il paesaggio nordico è protagonista anche degli acquerelli di Lars Lerin. Artista figurativo e scrittore (negli anni ha personalmente illustrato molti dei suoi racconti), inizia a dedicarsi fin da bambino all’arte, la quale diviene poi la sua principale àncora di salvezza, soprattutto nei periodi più difficili della sua vita. Nessuno dei suoi acquerelli ha un titolo o è accompagnato da didascalie: ogni dipinto parla per se stesso, senza bisogno di altre parole o spiegazioni. Ciascun osservatore è lasciato libero di entrare in contatto con l’opera in modo personale, senza essere indirizzato verso una via interpretativa privilegiata. D’altronde lo stesso Lars, in un breve video rilasciato in occasione dell’inaugurazione e pubblicato sulla pagina Facebook dei Musei Civici di Como, dichiara: “Io non penso. Quando dipingo lo faccio per me stesso e non penso a chi vedrà la mia opera più tardi (…) Non penso prima a che colore usare. Viene fuori così”.

Questi dipinti senza nome rappresentano panorami innevati in vari momenti del giorno, villaggi costieri di pescatori, foreste di betulle, porti e interni di industrie ittiche. Alcuni acquerelli sono inoltre arricchiti da fitte righe di testo, talvolta a malapena leggibili, mentre altri si presentano come delle specie di collage con fogli incollati gli uni sugli altri, francobolli e timbri postali, quasi a voler raccontare una sorta di storia (un “diario di viaggio”, per usare le parole dell’artista stesso) costituita dall’insieme di tutti questi elementi figurativi e narrativi. Tutte le opere di Lars sono però accomunate da una sorta di malinconia di fondo: la resa atmosferica è suggestivamente garantita dalla maestria con cui l’artista padroneggia la tecnica dell’acquarello ed è, al contempo, costantemente venata da uno strano senso di sospensione, un’inquietudine che permea queste scene apparentemente pacifiche.

Per esempio, gli acquerelli che ritraggono i villaggi dei pescatori mostrano porti quieti, quasi da cartolina, ma disseminati di teste mozzate e sanguinolente di pesci che vengono beccate dagli uccelli. Allo stesso modo, gli interni degli stabilimenti ittici hanno una strana atmosfera da film dell’orrore, mentre la sagoma nera che ci fissa dal lato di un pontile, seminascosta tra la nebbia, ci mette vagamente a disagio. Questo carattere di inquietudine si ritrova anche nel paesaggio naturale, vero fulcro dei suoi acquerelli, definito dalla luce (con i suoi giochi visivi e i suoi colori cangianti) e dal suo opposto, l’oscurità.

Per quanto meno esplicitamente e con un approccio meno politico rispetto a Britta, anche Lars ci porta così a riflettere sulla bellezza dell’ambiente, sulla fragilità dei suoi ecosistemi, nonché sul nostro ruolo su questo pianeta. “Camminando nel bosco ci accorgiamo di essere parte di un contesto molto più grande di noi”, dice Lars, ricordandoci l’importanza di ridimensionare la nostra posizione all’interno della natura: non padroni e usurpatori ma abitatori di essa, ospiti.

Due modi di fare arte molto diversi, quelli di Britta Marakatt-Labba e Lars Lerin, ma avvicinati da un risultato comune: stimolare il dibattito attorno all’identità dei luoghi e alla loro bellezza, imparando a mettersi in ascolto della natura e delle sue esigenze.

Voci dal paesaggio nordico
Fino al 13 ottobre 2024
Pinacoteca Civica – Via Armando Diaz 84, Como
info: visitcomo.eu