Quadriennale di Roma, nuova sede: è l’ex Arsenale Pontificio

Approvato in aula il progetto del ministero della Cultura che vuole portare fondazione Quadriennale nell'area circostante il Tevere

Dopo anni di stallo si pensa a una nuova spazio per la Quadriennale, promotrice delle principali mostre di arte contemporanea nella capitale e oggi a villa Carpegna, nel cuore del quartiere Aurelio. È infatti finalmente arrivata l’approvazione del Consiglio comunale per il progetto di restauro dell’ex Arsenale Pontificio. Al via quindi i cantieri per allestire gli antichi ambienti che avranno nuove finalità: esposizioni, librerie, uffici, archivio e ampi luoghi adibiti ad eventi culturali.

In realtà, l’acquisizione dell’area da parte del ministero della Cultura risale al 2018 e già nel 2015 l’ex ministro Dario Franceschini aveva inserito lo spazio nei grandi progetti di valorizzazione della città. Ora, il Mic vorrebbe riconvertire il sito rendendolo una sorta di tempio artistico del contemporaneo con affaccio sul fiume Tevere. Il progetto prevede il recupero di tutto il complesso dell’ex Arsenale dei papi – con gli edifici già messi in sicurezza nel 2018 grazie a un accordo Quadriennale e ministero della Cultura – e la riqualificazione di una importante area storica che ora potrà essere fruibile al pubblico.

A livello storico, il Porto di Ripa Grande era il porto fluviale di Roma, dove approdavano le navi che risalivano lungo il Tevere: attualmente, con la successiva costruzione dei muraglioni, se ne mantiene traccia solo nella toponomastica. Le attività di costruzioni di naviglio militare connesse principalmente, alle imprese contro l’impero ottomano sono documentate sino al XVI secolo. Dopo la battaglia di Lepanto del 1571 il porto ebbe finalità prettamente commerciali. Clemente XI fece poi costruire un nuovo arsenale subito fuori Porta Portese, in una costruzione di cui ancora oggi non si conosce l’architetto. La struttura mantenne queste funzioni sino al XIX secolo, mentre ad oggi l’unica memoria del porto è solamente nelle due rampe che scendono al fiume sotto il San Michele.

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