Nel novembre 2016 avevamo celebrato una nuova storia di Tiziano Sclavi sulle pagine di Dylan Dog: “Dopo un lungo silenzio”. Un albo, il numero 362, che segnava il ritorno in edicola del creatore dell’indagatore dell’incubo dopo ben nove anni di assenza (il precedente episodio firmato dallo scrittore e fumettista di Broni, in provincia di Pavia, era stato il numero 250 del luglio 2007: “Ascensore per l’inferno”) e, al contempo, omaggiava i trent’anni del personaggio più controverso, romantico e amato – insieme a Tex – del fumetto di casa nostra (nel 1986, infatti, usciva l’indimenticabile numero uno “L’alba dei morti viventi”).

Oggi, da tempo esaurita nella sua prima edizione libraria, è di nuovo disponibile in grande formato e in una nuova veste questa storia ricca di emozioni, disegnata da Giampiero Casertano (autore anche della copertina). Una doppia garanzia di qualità, dunque; un racconto dove Dylan Dog torna alle prese con il più temibile dei fantasmi che hanno popolato il suo passato: l’alcolismo. Edito da Sergio Bonelli editore, “Dopo un lungo silenzio” (cartonato, 144 pagine in bianco e nero, 21 euro) è – in qualche modo – un’estensione di “Non è successo niente”, opera scritta dallo sceneggiatore pavese nel 1997, e che è stato definita «un romanzo fatto di tanti romanzi, di tante storie intrecciate dove sembra che non succeda niente e invece sta succedendo di tutto»; vicenda che è – tra le altre – la storia «di Tom, sceneggiatore di fumetti horror, anche lui in crisi creativa e sprofondato negli abissi dell’alcol».


Tornando al racconto a fumetti, diretto come un pungo nello stomaco e privo di qualsivoglia filtro o “carezza”, il lettore può ritrovare l’indagatore dell’incubo innamorato e irreprensibile delle prima pagine (perfettamente a proprio agio con le donne senza mai essere volgare o fuori luogo), che cede alla lusinga di bere un bicchiere di vino (“e dai, solo un goccio. Questo amarone è una favola. Solo per questa volta”, lo invoglia la fidanzata Crystal). Ed ecco che Dylan – continuamente alle prese con mostri, storie al limite dell’impossibile e (appunto) demoni interiori – precipita di nuovo nel vortice dell’alcolismo. A nulla serviranno le preoccupazioni del fidato assistente Groucho (“sai di alcol, hai bevuto?”) né il pessimo esempio del cliente dell’episodio, l’alcolista Owen Travers (“mi scusi l’ora, non so neanch’io perché sono venuto. Cercavo qualcuno che mi aiutasse”), impiegato rimasto vedovo e – soprattutto – senza speranza di redenzione.

Con l’introduzione di Barbara Baraldi, la curatrice di Dylan Dog («quando un maestro rompe il silenzio, l’unica cosa da fare è fermarsi ad ascoltarlo»), il graphic novel Dopo un lungo silenzio viaggia su un doppio binario: uno pericoloso (l’alcolismo) e uno sicuro (il rapporto con Crystal). Una storia che è un vero e proprio atto di amore di Sclavi – che da anni si è ritirato a vita privata nella più completa riservatezza con la moglie e numerosi cani a fargli compagnia – ai propri lettori. Sempre abile a comunicare la profondità dell’animo umano, lo sceneggiatore classe 1953 (che con articoli e racconti ha collabora a una miriade di riviste, oltre ad aver scritto romanzi di altissima caratura e ad essere stato sceneggiatore tv, paroliere di canzoni e disegnatore) fa leva su un uso calibrato, mai sopra le righe, del “non detto” in tutto lo svolgersi del racconto (le cui tavole, magnificamente realizzate da Casertano, sono una garanzia).
Il suggerimento è di recuperare questo graphic novel, impreziosito dalla sceneggiatura di Sclavi. Anzi, il consiglio è proprio di acquistarlo insieme al corposo volume “Tiziano Sclavi, il narratore dell’incubo” – a cura di Franco Busatta e Federico Maggioni, e sempre edito da Sergio Bonelli – che, ricco di illustrazioni a colori, tratteggia un ritratto approfondito e a tutto tondo del papà di Dylan Dog.

Info: www.sergiobonelli.it


