Giulietta, troppe carezze sull’icona portafortuna di Verona!

Giulietta, la statua simbolo di Verona, si sarebbe usurata a causa delle continue carezze dei migliaia di turisti che giornalmente la toccano

Giulietta, la statua da sempre icona-portafortuna di Verona si è bucata. Da ormai qualche giorno è comparso un foro sul seno destro, e non sarebbe la prima volta: già 10 anni fa il monumento sarebbe stato sostituito per la medesima motivazione, con un intervento costato 15mila euro. Quella nel cortile del celebre balcone è infatti una copia dell’originale, realizzata nel 1969 dallo scultore veronese Nereo Costantini e ora esposta nella casa-museo: il piccolo foro però questa volta è rimasto, memore del servizio reso a tutti gli innamorati, per oltre 40 anni, dalla vecchia Giulietta! Il bronzo dell’eroina shakespeariana sarebbe non a caso, tra le statue più toccate al mondo, a causa del rito benaugurante di toccarle il seno destro.

Sembrerebbe una questione apparentemente futile, se da qui non scaturisse una riflessione sui danni dell’eccessivo turismo. Il fenomeno dell’overtourism infatti, ormai da qualche anno e sopratutto nel nostro paese, arreca non pochi danni tra ambientali e sociali. I flussi smisurati di visitatori, trainati dalla diffusione incontrollata di piattaforme come Airbnb e dall’assenza di politiche che promuovono un turismo responsabile, causano impatti negativi sui territori e sui loro equilibri.

Da tempo si parla del cosiddetto “numero chiuso” per regolamentare in maniera contingentata le visite turistiche e su cui c’è un ampio dibattito politico e ideologico. Si pensi alla discussa e controversa (per ovvie ragioni) campagna Open To Meraviglia, promossa dal Ministero del Turismo, che paradossalmente invitava a visitare in Italia proprio le città colpite da questo problema, come Roma, Firenze e Venezia – che si sa – sono belle, e non hanno sicuramente bisogno di presentazioni. Una campagna di marketing, fortunatamente oramai quasi sparita, che invece di provare a risolvere la questione, sembrava incrementarla.

Proprio a Venezia in particolare, partirà una nuovissima sperimentazione in questa primavera: un ticket di 5 euro giornaliero per visitare la città lagunare. E allora, questa vicenda veronese, più che la notizia di un semplice forellino sul seno, dovrebbe forse far nascere una riflessione molto più importante: la consapevolezza che in Italia, spesso specialmente nel dimenticato sud, ci sono luoghi bellissimi e sconosciuti all’estero, e che forse le istituzioni politiche dovrebbero essere in grado di valorizzare.