Il Louvre potrebbe essere costretto a chiudere le porte al pubblico se non verrà sottoposto a un profondo intervento di restauro e ammodernamento. A lanciare l’allarme è Christophe Leribault, direttore del celebre museo parigino, che in un’intervista al quotidiano francese Le Figaro, pubblicata il 14 ottobre 2026, ha descritto una situazione preoccupante per una delle istituzioni culturali più importanti del mondo.
«Se il Louvre non verrà restaurato, adattato e trasformato, decadrà molto rapidamente e alla fine dovrà chiudere i battenti al pubblico. Il che sarebbe un disastro», ha dichiarato Leribault, sottolineando come gli interventi programmati non rappresentino una scelta facoltativa, ma una necessità per garantire la sopravvivenza stessa del museo.
Le sue parole arrivano a quasi un anno dal clamoroso furto del 19 ottobre 2025, quando dal Louvre furono sottratti otto gioielli della Corona francese, per un valore complessivo stimato in circa 88 milioni di euro. Un episodio che ha portato alla luce gravi carenze nella sicurezza e ha riacceso l’attenzione sulle condizioni dell’edificio.
Un museo in difficoltà tra strutture deteriorate e sovraffollamento
Il quadro delineato dal direttore è quello di un’istituzione che, nonostante il proprio prestigio internazionale, deve affrontare problemi strutturali accumulati nel corso degli anni. Infiltrazioni d’acqua, umidità, impianti tecnici obsoleti e infrastrutture deteriorate rappresentano alcune delle criticità che richiedono interventi approfonditi. A queste si aggiunge il problema del sovraffollamento, che mette sotto pressione gli spazi espositivi e rende più complessa la gestione dei flussi di visitatori.
«Il museo non solo è in pessime condizioni, ma è anche perennemente sovraffollato», ha spiegato Leribault. Una situazione che riguarda tanto la conservazione del patrimonio artistico quanto la sicurezza e la qualità dell’esperienza dei visitatori. Il Louvre, ospitato in un complesso monumentale di straordinaria importanza storica, deve infatti conciliare la tutela di un edificio antico con le esigenze di un grande museo contemporaneo. Un equilibrio sempre più difficile da mantenere senza investimenti strutturali.

Il furto dei gioielli della Corona ha accelerato la crisi
La vicenda che ha maggiormente scosso l’istituzione risale all’ottobre 2025, quando un furto di eccezionale gravità ha colpito una delle collezioni più preziose del museo. La sottrazione di otto gioielli della Corona francese ha sollevato interrogativi sull’efficacia dei sistemi di protezione e sulla capacità del Louvre di garantire adeguati standard di sicurezza. Il caso ha avuto conseguenze anche ai vertici dell’istituzione. Nel febbraio 2026 Christophe Leribault è stato nominato direttore in sostituzione di Laurence des Cars, che ha lasciato l’incarico dopo oltre quattro anni, in seguito alla crisi che aveva investito il museo. Le indagini e il dibattito successivo al furto hanno contribuito a riportare al centro dell’attenzione problemi che, in realtà, erano già noti alle autorità francesi. Il rischio, secondo la nuova direzione, è che la mancanza di interventi tempestivi finisca per compromettere progressivamente il funzionamento dell’intera struttura.
Un miliardo di euro e fino a 15 anni di lavori
La risposta alla crisi dovrebbe arrivare attraverso il progetto denominato «Nuovo Rinascimento», annunciato dal presidente francese Emmanuel Macron nel gennaio 2025. Il piano era stato inizialmente concepito per un periodo compreso tra il 2026 e il 2031, con l’obiettivo di risolvere le principali criticità del museo e migliorarne l’accessibilità.
Secondo Leribault, tuttavia, la portata degli interventi necessari richiederà tempi molto più lunghi. Il direttore stima infatti che saranno necessari dai dodici ai quindici anni per completare la trasformazione del Louvre, con un investimento complessivo valutato intorno a un miliardo di euro. Il programma comprende il restauro degli edifici storici, l’adeguamento delle infrastrutture, il rafforzamento dei sistemi di sicurezza e la realizzazione di un nuovo ingresso per migliorare la gestione dei visitatori. «Gli interventi essenziali per la sicurezza del museo richiedono lavori sull’edificio storico e sulle infrastrutture. Non esistono soluzioni superficiali, facili e miracolose», ha sottolineato Leribault. Un messaggio che esclude la possibilità di affrontare la crisi attraverso semplici interventi di manutenzione ordinaria.

Biglietti più cari per sostenere la trasformazione
Il progetto di rinnovamento si accompagna anche a una revisione delle politiche tariffarie. Già nel dicembre 2025 era stato annunciato un aumento del prezzo d’ingresso per i visitatori provenienti da Paesi esterni all’Unione europea, passato da 22 a 32 euro, con un incremento di circa il 45%. La misura si inserisce nel più ampio dibattito sulle risorse necessarie per finanziare il futuro del museo, anche se gli interventi richiesti hanno dimensioni tali da rendere centrale il ruolo delle istituzioni pubbliche. Il tema del finanziamento sarà uno dei principali nodi che il prossimo governo francese dovrà affrontare.
L’appello alla politica francese: «Non esistono alternative»
Leribault ha rivolto un messaggio esplicito anche alla classe politica, in vista delle elezioni presidenziali francesi previste per la primavera del 2027. Indipendentemente dall’esito del voto e dalla composizione del futuro governo, il direttore ritiene indispensabile mantenere il progetto di trasformazione del Louvre tra le priorità nazionali. Il suo ragionamento è netto: rinviare gli interventi significherebbe aggravare problemi già esistenti, aumentando il rischio di un progressivo deterioramento delle condizioni del museo. La chiusura evocata da Leribault non è dunque un provvedimento già deciso né una sospensione imminente delle visite, ma lo scenario estremo che potrebbe concretizzarsi qualora venissero meno gli investimenti necessari.


